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La Grecia olivicolo-olearia si salva grazie all'export

Le quotazioni dell'extra vergine greco intorno ai 2,5 euro/kg, e allora l'export vola, in particolare verso l'Italia. Le giacenze alla fine della campagna olearia stimate intorno alle 60 mila tonnellate

17 giugno 2020 | T N

La Grecia dell'olio d'oliva non soffre per il Covid-19, se non fosse per le quotazioni dell'extra vergine troppo basse.

I prezzi all'ingrosso, infatti, variano dai 2,5 euro/kg per l'extra vergine standard di qualità commerciale fino ai 3 euro/kg per quello di qualità più alta. Si tratta di una quotazione in media inferiore di 40-50 centesimi di euro inferiore a quello italiano.

E' questa la ragione per cui l'export greco vola, nel periodo gennaio-aprile, del 49%, incremento soprattutto verso l'Italia. In termini di valore le esportazioni sono state pari a 225 milioni rispetto ai 151 milioni dello stesso periodo dell'anno scorso. Il comparto oleicolo è l'unico in controtendenza rispetto al resto del settore agroalimentare che ha fatto registrare una flessione dell'8,6%.

Seguendo il trend attuale le attuali giacenze, pari a quasi 90 mila tonnellate, dovrebbero ridursi a circa 60 mila tonnellate a inizio ottobre, con l'inizio della nuova campagna.

Nonostante le buone performance di vendita, il mondo della produzione greca è fortemente preoccupato dalle prime previsioni olivicole, che segnalano un forte incremento produttivo in Spagna, con la conseguenza di un'ulteriore tendenziale discesa dei prezzi in autunno.

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