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Gli Stati Uniti puntano i riflettori sull'olio di oliva

Il Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti prevede un nuovo boom produttivo spagnolo nella campagna 2020/21 a fronte di una forte diminuzione in Tunisia e Turchia e anche di uno stop per Italia e Grecia

10 giugno 2020 | T N

Il Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti (Usda) stima che la produzione globale di olio d'oliva nel 2020/21 scenderà a 3,03 milioni di tonnellate, in calo rispetto ai 3,12 milioni di tonnellate prodotte nell'anno di raccolta 2019/20.

Questi dati dell'Usda si basano sui rapporti dei principali Paesi produttori e su informazioni provenienti da altre fonti pubbliche e private.

Il dipartimento stima che la maggior diminuzione della produzione avverrà nell'Unione Europea, ad eccezione della Spagna. Dall'altra parte del Mediterraneo, due dei maggiori player della regione, Tunisia e Turchia, dovrebbero avere raccolti inferiori rispetto al 2019.

Gli analisti dell'olio d'oliva in Spagna concordano ampiamente con le stime dell'Usda e prevedono che la campagna olearia 2020/21 assomigli al 2018/19 nel bacino del Mediterraneo.

Mentre il Dipartimento prevede una diminuzione della produzione di olio d'oliva, stima un aumento del consumo globale di olio d'oliva. La crescente consapevolezza dei benefici per la salute dell'olio d'oliva, insieme ai prezzi persistentemente bassi, saranno i driver prevalenti dell'aumento del consumo.

Nel rapporto, l'Usda prevede anche che l'aumento dei consumi e la diminuzione della produzione porteranno ad un calo delle scorte di olio d'oliva dell'Unione europea, premessa per una possibile leggera ripresa dei prezzi nel 2020/21.

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