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Annata da dimenticare per l'olio di oliva a Creta

Si ribaltano le previsioni produttive per la grande Isola greca che dovrebbe produrre la metà di quanto pronosticato e molto sarà olio vergine o lampante. Tutta colpa di attacchi tardivi di mosca delle olive

22 novembre 2019 | T N

Creta è l'Isola dell'olio di oliva per la Grecia, soprattutto dell'olio di oliva di qualità, dove domina la Koroneiki e dove fanno shopping molte aziende di imbottigliamento, anche italiane, per migliorare i tagli dei loro oli.

Quest'anno, però, non sarà così.

Al contrario delle previsioni che davano per Creta una produzione che avrebbe dovuto sfiorare le 100 mila tonnellate, alla fine non si dovrebbero superare le 50-60 mila tonnellate.

Oltre al drammatico calo produttivo, il problema saliente è però la qualità. Gran parte del prodotto non sarà classificabile come olio extra vergine di oliva ma come lampante o olio vergine.

"Sarà un successo produrre complessivamente 60.000 tonnellate e la maggior parte di esse sarà di qualità inferiore - afferma Giorgos Andreadakis, capo dell'Associazione cretese degli imbottigliatori di olio d'oliva - una volta i produttori perderanno dal 30 al 40% della loro produzione e non avranno realmente alcun reddito poiché la maggior parte dell'olio è difettoso e classificabile come olio lampante di basso valore. Non riusciamo nemmeno a trovare il volume di olio d'oliva di qualità che dobbiamo commercializzare in proprio.”

A causa del clima caldo e umido degli ultimi due mesi, c'è stato un improvviso scoppio degli attacchi di mosca delle olive che si sono uniti anche a problemi di lebbra.

La situazione è in evoluzione e potrebbe spingere molti olivicoltori a cessare la raccolta peggiorando il quadro, già a tinte fosche.

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