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Cala in volume e a valore l'export di olio di oliva spagnolo nel 2018

Nonostante il dumping sui prezzi, con una quotazione media all'esportazione di 3,27 euro/kg, diminuiscono del 3,5% le vendite all'estero in volume, superando di poco il milione di tonnellate. Forte il calo del valore dell'export: -16%. E' crisi per l'olio d'oliva iberico?

19 luglio 2019 | T N

Lo stato di salute del comparto oleario spagnolo è più critico di quanto si sia normalmente propensi a credere, secondo gli stessi dati del Ministero dell'agricoltura iberico.

Nel 2018 l'export in volume è diminuito del 3,5%, passando di poco il milione di tonnellate (1,06 milioni di tonnellate), per un controvalore di 3,295 miliardi di euro, in diminuzione del 16,2% rispetto all'anno precedente.

Si tratta, sia in volume e sia a valore, del dato più negativo degli ultimi tre anni dopo che nel 2017 l'export ha sfiorato i 4 miliardi di euro.

Se prendiamo poi il dato del prezzo medio all'export, pari a 3,27 euro/kg nel 2018, vediamo che è addirittura il dato peggiore degli ultimi quattro anni, con la punta massima toccata nel 2017 a 3,77 euro/kg.

Se guardiamo invece ai volumi esportati notiamo una certa stabilità negli ultimi tre anni, con oscillazioni massime di 30-35 mila tonnellate, ben lontano dal record di 1,228 milioni di tonnellate del 2014.

Nonostante la Spagna sia il più più grande Paese produttore d'olio d'oliva al mondo, continua a importare parecchio, 253 mila tonnellate nel 2018, in aumento del 45% rispetto all'anno precedente, per un valore unitario di 2,5 euro/kg.

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