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Gli olivicoltori spagnoli in piazza contro la caduta dei prezzi dell'olio d'oliva

Pochi scambi nelle scorse settimane ma soprattutto al termine della campagna olearia ci si potrebbe aspettare la prospettiva di una produzione abbondante e scorte elevate, con ulteriori abbassamenti delle quotazioni

28 maggio 2019 | T N

Gli olivicoltori andalusi in piazza contro il calo dei prezzi dell'olio d'oliva.
La risposta dei mercati all'annunciata protesta è stata una delle cadute delle quotazioni più brusche dell'anno.

Le quotazioni olio di oliva lampante, secondo la coop Oleostepa, si sono chiuse a 1.750 euro per tonnellata, il che significa una riduzione di 100 euro/tonnellata rispetto alla settimana precedente. Gli oli vergini sono stati pagati 1.900 euro e gli oli extra vergini a partire da 2.300 euro/tonnellata.

Anche la Fondazione Olivar (Poolred) ha confermato questa tendenza al ribasso in tutte le categorie. Per gli oli extra vergini di oliva si passa da 2.240 a 2.144. L'olio d'oliva vergine è sceso a 1.847 e il lampante è sceso a 1.759 rispetto a una settimana fa.

Anche l'ultimo rapporto settimanale sulla situazione del Ministero dell'agricoltura evidenzia il calo generale delle quotazioni settimanali dell'olio d'oliva (-2,56%), dell'olio di sansa grezza, (-1,54%) dell'olio di sansa raffinata, (-1,02%), dell'olio extra vergine e raffinato, (-0,95%) dell'olio lampante (-0,78%).

In questo ultimo periodo si conferma come gli scambi sono bassi, con conseguente riduzione delle quotazioni, anche se non si tratta dell'unica ragione.
Le previsioni indicano che il prossimo raccolto dei principali paesi produttori del Mediterraneo sarà migliore di quello attuale. Quindi al termine della campagna olearia ci si potrebbe aspettare la prospettiva di una produzione abbondante e scorte elevate, con la conseguenza di deprimere le quotazioni.

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