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Allarmi alimentari, in Italia il record di segnalazioni
Il 25% di tutte le notifiche al Sistema di Allerta Rapido per Alimenti e Mangimi è stata classificata come allerta, ovvero il massimo grado di pericolo. E’ la Salmonella il rischio più segnalato, soprattutto per quel che riguarda la carne e il pollame provenienti dal Brasile
28 settembre 2018 | T N
Secondo il Rapporto 2017 sul Sistema di Allerta Rapido per Alimenti e Mangimi (RASFF) pubblicato dalla Commissione Europea, l’Italia è il Paese che ha effettuato il maggior numero di notifiche.
Nel 2017, il 46% delle notifiche RASFF ha riguardato i controlli alle frontiere esterne dello Spazio economico europeo nei punti di entrata o di ispezione alle frontiere. La più ampia categoria di notifiche ha interessato i controlli ufficiali sul mercato interno. Sono stati identificati tre tipi speciali di notifiche: quelle derivanti da reclami dei consumatori, quelle da controlli interni delle aziende e quelle derivanti dalle denunce di intossicazioni alimentare dei consumatori.
Sono state in tutto 3.832 le notifiche trasmesse tramite RASFF, di cui 942 classificate come allerte (massimo grado di pericolo), 1.302 come notifiche di informazione riguardanti prodotti per i quali il rischio non è considerato grave o ancora non immessi sul mercato al momento della notifica e 1.588 respingimenti ai confini dei Paesi membri.
Il rapporto rileva un significativo incremento del 28% delle notifiche originali rispetto al 2016, insieme a un aumento del 25% delle notifiche derivanti da follow-up.
La Spagna è il primo Paese europeo per provenienza delle notifiche (230), primato conquistato invece a livello mondiale dal Brasile (372). La Salmonella è più che mai il patogeno più segnalato nel cibo dai Paesi membri (207 notifiche, in aumento del 22%) ma lo stesso vale per i Paesi non membri (471 notifiche). Le contaminazioni da Salmonella riguardano principalmente la carne seguita dalle uova. Incrociando i dati per paese e per prodotto, si rilevano ben 370 notifiche per carni e pollame contaminati da Salmonella provenienti dal Brasile.
Le segnalazioni italiane hanno riguardato soprattutto la presenza di mercurio nei pesci con 98 notifiche.
Il mercurio nel pesce spada è il caso più ricorrente con 61 notifiche, di cui 47 comunicate dall’Italia per pesci di provenienza spagnola. Rispetto al 2016, tutti i paesi hanno rilevato un aumento delle notifiche per pesce spada contaminato da mercurio di origine diversa dalla Spagna, in particolare dal Portogallo. Oltre al mercurio, sono state rilevate contaminazioni da cadmio e altri metalli pesanti dannosi oltre i limiti di legge.
A questo rischio si aggiungono le notifiche per il caso Fipronil (71 su 109 a livello europeo), salmonella (59), aflatossine (56) e istamina (26). Nei mesi di gennaio e febbraio 2018, invece, al primo posto troviamo le aflatossine. Per quanto riguarda la categoria di prodotti, la stragrande maggioranza delle allerte ha riguardato il settore ittico (173 notifiche, probabilmente per le contaminazioni da mercurio), seguito dalle uova (70), noci e nocciole (50), prodotti a contatti con alimenti (30) e la carne diversa dal pollame (30).
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