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Gli imbottigliatori spagnoli: il successo dell'olio d'oliva iberico è merito nostro
Asoliva, l'associazione degli imbottigliatori spagnoli di olio d'oliva, certifica il boom dell'export dell'olio di oliva iberico: +278% in poco meno di vent'anni, rivendicandone la paternità. Le aziende aderenti esportano 500 mila tonnellate, di cui il 40% confezionate
28 settembre 2018 | T N
Le esportazioni spagnole di olio d'oliva hanno registrato una tendenza all'aumento negli ultimi 17 anni, passando da 400.000 tonnellate nel 2000 a oltre 922.000 tonnellate esportate nel 2017, sia sfuse che confezionate.
Se prendiamo in considerazione, solo gli oli finora confezionati nel XXI secolo sono triplicati, il che significa un aumento del 278%.
Asoliva (Asociación Española de Industrias Exportadoras de Aceite de Oliva) esporta tra il 40 e il 45% della produzione spagnola di olio d'oliva e tra l'85% e il 90% di olio d'oliva confezionato.
Fin qui i puri numeri.
Ma Asoliva, di fronte a un crescente protagonismo delle aziende olivicole iberiche, grazie anche ai concorsi oleari, rischia di rimanere in ombra e non ci sta: “Asoliva esige il suo ruolo di interlocutore del mercato estero e la rappresentatività delle esportazioni spagnole.”
Insomma: l'olio spagnolo nel mondo siamo noi. Nè più né meno di quanto sempre affermato dai marchi oleari italiani, aderenti a Federolio, l'omologo nazionale di Asoliva.
Periodicamente, anno dopo anno, le aziende aderenti ad Asoliva esportano 500.000 tonnellate, di cui 280.000 tonnellate sono confezionate, ovvero il 40% della produzione media spagnola.
La Spagna è leader nel comparto olivicolo-oleario mondiale ma questo è possibile grazie ad Asoliva che “ha giocato e continua a giocare un ruolo di leadership indiscusso, al di sopra di qualsiasi altro agente o azienda del settore, per i volumi di vendita e per i marchi delle aziende che lo compongono.”
Dopo anni di apparente pace, insomma, ora emergono chiaramente anche in Spagna le rivendicazioni di leadership e dominio che connotano da anni la filiera olivicolo-olearia nazionale, contraddistinte anche da forti tensioni tra mondo produttivo e mondo industriale.
L'insediamento in Spagna di tanti marchi italiani, che vi hanno traslocato sedi e stabilimenti negli ultimi anni, può aver giocato un ruolo nel cambio di politica e nella rottura degli equilibri della filiera iberica dell'olio d'oliva?
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