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Sviluppare il turismo dell'olio d'oliva in Andalusia

Un progetto, finanziato con 150 mila euro, per promuovere un flusso turistico durante la campagna olearia, dal 15 ottobre al 30 novembre, con interventi sui social network e partecipazione a fiere di settore, come il World Travel Market a Londra

28 settembre 2018 | T N

La Giunta andalusa vuole legare l'economia dell'olio d'oliva, principale fonte di ricchezza agricola della regione, al turismo.

L'immagine dei 66 milioni di olivi andalusi, che vorrebbero anche avere il riconoscimento Unesco di Patrimonio dell'Umanità, deve divenire fonte di attrazione per arricchire ulteriormente il tessuto sociale ed economico, destagionalizzando i flussi turistici per creare pacchetti ad hoc, che comprendano certamente visite ai frantoi ma anche percorsi edonistici presso i ristoranti, con menu a base di olio.

Il progetto si chiamerà Oleotur e inizierà il percorso di promozione già quest'anno, con una campagna promozionale da 150 mila euro, attiva dal 15 ottobre al 30 novembre, che prevede una partecipazione attiva sui social network ma anche l'esposizione a fire come il World Travel Market a Londra.

Non solo, verranno organizzate sue manifestazioni dedicate all'olio nuovo, una a Ubeda e una a Hospitalet.

La campagna che partirà a breeve sarà però solo il primo step di un programma più vasto che prevede anche la partecipazione alla Fiera Internazionale del Turismo (Fitur) a Madrid ed altre iniziative come la creazione di un catalogo che possa offrire al turista una panoramica completa delle attività che hanno un legame con l'olio, dal campo al frantoio, fino a musei, ristoranti specializzati, alloggi rurali, fattorie, feste e degustazioni.

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