Mondo
Torna a crescere il prezzo del vino sui mercati internazionali
La banca d'affari Rabobank segnala come il mercato vitinicolo mondiale ormai sia maturo, con i consumi sostanzialmente stabili e allora i top player del mercato tornano a puntare sul valore aggiunto, aumentando i prezzi anche sul prodotto di base
27 luglio 2018 | T N
A fronte di un mercato dove i volumi mondiali di vino sono sostanzialmente stabili, i top player del mercato pensano a recuperare marginalità per i loro bilanci dall'aumento dei prezzi, anche sul prodotto di base. E' quanto segnala la banca d'affari Rabobank nel suo report trimestrale.
Non è un caso che l'export di bag in box da 2 litri dalla Francia abbia fatto segnare un +26% in valore, a fronte del +7% degli Champagne. Tra gennaio e marzo 2018, sullo stesso periodo 2017, le spedizioni dalla Francia sono rimaste sostanzialmente stabili (-0,1%), mentre è cresciuto il valore del +3,2%,
L'Italia fa peggio, in volume -9%, ma cresce del 4,6% in valore, più della Francia. La crescita dei valori è legata agli spumanti (+14,6%), mentre soffrono i vini fermi.
La Spagna, ancora, ha fatto -6% in quantità e +7,5% in valore, grazie soprattutto all’aumento dei prezzi legati alla scarsità della vendemmia. Sono infatti i vini sfusi, venduti in bulk all'estero, ad aver registrato un vero e proprio boom: + 40%.
Stesso trend per i produttori dell’emisfero Sud: l’Argentina ha fatto -8,3% in volume e +1,2% in valore, il Cile -10,3% e +4,4%, il Sudafrica -3,9% e +10,2%.
In controtendenza, invece, Stati Uniti e Australia. In particolare, gli Usa hanno fatto +9,4% in quantità e +6,6% in valore, mentre gli australiani hanno visto una crescita fortissima, del +21% in volume e del +18,7% in valore, in entrambi i casi, però, soprattutto grazie al vino sfuso.
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