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Olio d'oliva spagnolo, il numero 1 al mondo

Respinto l'ennesimo ricorso del Ceq contro la Commissione europea per la campagna di promozione dell'extra vergine iberico, finanziata dall'Ue, in Russia, Cina e India. Una vicenda che nasce nel 2012 e si chiude oggi

01 giugno 2018 | T N

Bocciato su tutta la linea e senza appello l'ultimo ricorso del Ceq - Consorzio extra vergine di qualità contro la Commissione europea.

L'esecutivo Ue era stato accusato dal Consorzio di aver provocato un danno dalla promozione comunitaria dell'olio di oliva spagnolo, considerata distorsiva della concorrenza.

In particolare sotto accusa era finita la campagna promozionale spagnola del 2012 “Olive oil from Spain – Number 1 Worldwide – world’s most prefered edible oil is here”, per i mercati cinese, russo e indiano, nell’ambito della politica di coesione dell’Unione. Tale programma è stato finanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale.

Il programma promozionale si poneva in netto contrasto con analogo piano finanziato al Ceq per gli stessi mercati e che aveva lo slogan: “European olive oils – Liveitup – Heart beats of taste” e “Olive segreto di bellezza e salute”.

Il Ceq già nel 2012 alla Commissione di ritirare la campagna per l'olio spagnolo.

La richiesta cadde nel vuoto poichè l'esecutivo di Bruxelles non ravvisò alcuna distorsione della concorrenza.

Nel 2014, il Consorzio ha deciso di presentare al Mediatore europeo una denuncia nei confronti della Commissione per cattiva amministrazione, con poca fortuna.

Ora il Tribunale Ue ha respinto anche l'ultimo ricorso del Ceq.

La campagna di promozione dell'olio spagnolo, ancorchè finanziata con fondi europei, era lecita e valida.

Il Consorzio Ceq si ritrova così "cornuto e mazziato" per aver effettuato una campagna di promozione estremamente generica, con scarso impatto per l'olio italiano, e per dover anche pagare le spese legali per tutti i procedimenti giudiziari intrapresi.

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