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La guerra commerciale delle olive costa 70 milioni all'anno alla Spagna

L'Andalusia esporta negli Stati Uniti 32 mila tonnellate di olive nere da tavola all'anno ma i dazi di Trump rischiano di mettere fuori mercato questo prodotto. Chiesto l'intervento di Bruxelles per denunciare gli Usa all'organizzazione mondiale del commercio

22 maggio 2018 | T N

Ora l'Andalusia alza la voce contro i dazi di Trump sulle olive nere.

Il Ministro dell'agricoltura andaluso Sánchez Haro ha ricordato che il prelievo provvisorio di oltre il 21% (una tariffa antisovvenzioni del 4,47% e un altro dazio antidumping del 17,1%) applicato dal governo degli Stati Uniti alle olive nere spagnole, in pratica, “significa la chiusura di questo mercato per l'80% delle vendite spagnole, andaluse per prime”.

Non si tratta di un mercato insignificante per l'economia della regione spagnola, visto che esporta 32 mila tonnellate di olive all'anno, il 36% di tutto l'export di olive nere va negli States, per un controvalore di 70 milioni di euro.

La misura decisa da Trump dovrebbe valere per cinque anni, portando il danno per la Spagna a 350 milioni di euro, che potrebbe diventare di 700 milioni se il prossimo Presidente degli Stati Uniti decidesse di prorogare la misura di altri cinque anni.

Il Ministro dell'agricoltura andaluso ha ricordato che "ci troviamo di fronte a tasse sproporzionate e ingiuste che mettono in discussione il sostegno della politica agricola comune (PAC)", riconosciuto come "non distorcente per il mercato" dall'Organizzazione mondiale del commercio, e che, a suo parere, "potrebbero riguardare altri prodotti agroalimentari europei esportati negli Stati Uniti, come l'olio d'oliva, il vino o il formaggio".

Di fronte a questa minaccia, ha dichiarato Rodrigo Sánchez, "è urgente che Bruxelles agisca a tutti i livelli, diplomatico ed economico, oltre a portare il caso dinanzi agli organi arbitrali dell'Organizzazione mondiale del commercio".

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