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L'Italia strappa lo scettro alla Francia nella guerra del vino in Gran Bretagna

In volume l'Italia diventa leader di mercato nel Regno Unito ma in valore è la Francia che si conferma sul gradino più alto del podio. Il vino nazionale cresce ininterrottamente da cinque anni, soprattutto grazie alle bollicine

26 febbraio 2018 | T N

Il vino italiano è il più apprezzato in Gran Bretagna.

Lo conferma un rapporto realizzato a cura dell'Ice e della sezione per la promozione del commercio dell'ambasciata d'Italia, e illustrato dal direttore della sede londinese dell'Italian Trade Agency, Roberto Luongo.

Il mercato britannico si consolida come il terzo sbocco mondiale per il vino made in Italy, e secondo in Europa, dopo Usa e Germania, con un valore annuo indicato per il 2017 a 763 milioni di euro.

In termini quantitativi, la penisola ha superato tra i fornitori del Regno persino la Francia, che in passato primeggiava, con oltre 303 milioni di tonnellate di prodotto esportate l'anno scorso contro gli oltre 221 milioni australiani, i 189 circa francesi, i 135 spagnoli e i 111 milioni e spiccioli provenienti dai vigneti degli Usa.

In fatto di valore la Francia resta leader, a causa del costo medio delle sue bottiglie di vino fermo e ancor più dello champagne tra i frizzanti, con ricavi pari nello stesso 2017 a 881 milioni di sterline contro i 628 dell'Italia, i 256 della Nuova Zelanda, i 243 dell'Australia o i 238 della Spagna.

Ma anche sotto questo profilo la forbice si è enormemente ridotta, se si considera che nel 2013 i vini francesi esportati oltre Manica valevano un miliardo e 125 milioni di sterline e quelli italiani per 534 milioni.

A farla da padrone soprattutto il Prosecco, ma più in generale tutte le bollicine nazionali, più a buon mercato rispetto a quelle francesi.

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