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Un'autostrada del mare per l'olio d'oliva
Sempre meno bottiglie di olio d'oliva e sempre più botti viaggeranno dal Mediterraneo verso altri continenti. La Cina acquista i terminal logistici e portuali di Valencia, Madrid e Saragozza. Premessa di un piano più ampio che comprende anche Civitavecchia
21 giugno 2017 | T N
I principali paesi consumatori di olio di oliva stanno spostando gli acquisti da olio confezionato a olio sfuso, da imbottigliare in loco, così garantendosi il valore aggiunto e un reale controllo delle quote di mercato.
E' il caso degli Stati Uniti, dove i volumi si stanno spostando sempre più dal confezionato allo sfuso, con il sorpasso della Spagna ai danni dell'Italia ma presto potrebbe essere il caso della Cina che si sta organizzando per tempo.
E' notizia di questi giorni che la China Cosco Shipping Company ha acquisito il 51% della spagnola Noatum Logistics che ha terminal strategici a Valencia, Madrid e Saragozza.

L'acquisizione rientra in un piano più ampio che riguarderà anche Tunisia, Grecia e Italia dove, ad essere coinvolto, sarebbe il porto di Civitavecchia.
L'obiettivo è quello di creare delle vere e proprie autostrade del mare che, da porti collegati con linee ferroviarie veloci, possano garantire approvvigionamenti costanti a prezzi molto competitivi.
L'acquisizione cinese è strategica poiché il controllo dei terminal di Valencia, Saragozza e Madrid le consente di controllare il 95% del territorio olivicolo iberico, con particolare riferimento alle province di Jaen, Cordoba, Siviglia, Granada, Malaga, Toledo, Ciudad Real e Badajoz.
Nel frattempo anche la Grimaldi Cargo sta studiando la creazione di autostrade del mare verso la Cina e altri paesi asiatici.
E' così iniziata la rincorsa al controllo della logistica, chiave del commercio internazionale del Terzo Millennio.
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