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Le truffe sull'olio d'oliva in Spagna, con mandanti italiani

La procura di Cordoba, su segnalazione delle autorità italiane, ha aperto un'inchiesta su società presenti e operanti in Andalusia. Prodotti sul suolo spagnolo oli deacidificati e deodorati, per poi essere venduti in Italia come extra vergini di oliva

02 marzo 2017 | T N

I traffici illeciti di olio extra vergine di oliva, o presunto tale, hanno un chiaro asse che parte dalla Spagna per arrivare in Italia.

Sempre più spesso società iberiche, o controllate italiane, hanno il compito di triangolare produzioni di dubbia provenienza, magari previa deacidificazione e deodorazione.

Ora, su segnalazione delle autorità italiane, si muove anche la magistratura spagnola. La procura di Cordoba ha messo sotto indagine diverse aziende, tutte con sede in Andalusia, con l'accusa di aver esportato olio adulterato in Italia.

Un filone dell'indagine, per competenza, è stato trasmesso alla procura di Jaen. In questo caso sono sotto indagine ben tre cooperative iberiche.

Le indagini preliminari, che hanno preso avvio alla fine del 2016, si stanno allargando, visto che coinvolte vi sarebbero anche imprese a Terragna e Siviglia.

Secondo le prime ricostruzioni degli inquirenti, dopo i processi di deacidificazione e deodorazione (di fatto una raffinazione), l'olio veniva spedito in Italia, passando per il porto di Salerno, con documenti indicanti che si trattava di extra vergine.

E' qui che le autorità doganali italiane hanno fermato i carichi, rilevando irregolarità chimiche e organolettiche in ben cinque distinti casi.

La cooperazione giudiziaria sta verificando l'esistenza di una vera e propria rete, tanto da comprendere che almeno due delle aziende coinvolte con sede a Cordoba e Almeria erano probabilmente collegate.

Nel complesso l'ipotesi investigativa è che la Spagna sia diventata la sede ideale per le operazioni di deodorazione e deacidificazione, stante i blandi controlli adottati, sfruttando poi la libera circolazione delle merci, e quindi i scarsi controlli portuali per gli scambi intra-Ue, per far arrivare il prodotto contraffatto in Italia.

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