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Gli olivicoltori spagnoli contro Carrefour: troppe vendite sottocosto
L'Unione dei piccoli produttori dell'Andalusia chiede maggiori controlli a scaffale per combattere le vendite sottocosto, addirittura al di sotto delle quotazioni all'ingrosso. Botta e risposta con i rappresentanti delle istituzioni
18 febbraio 2015 | T N
E' duro lo scontro in atto in queste ultime settimane in Andalusia cove l'Unione dei piccoli produttori agricoli (Upa) ha presentato ben 15 denunce per vendite sottocosto di olio d'oliva.
L'ultima in ordine di tempo è una segnalazione diretta a Carrefour dove è stato venduto extra vergine a 2,35 euro/litro, quando dallo scorso 12 ottobre, secondo il sistema di rilevamento Poolred, la quotazione non è mai scesa sotto i 2,40 euro/kg, con una media di 2,9 euro/kg.
“Si continua a vendere in perdita – ha denunciato il segretario generale dell'associazione Agustin Rodriguez – occorre fermare queste azioni e rivedere le regole per perseguire questi abusi.”
Occorre maggiore attenzione delle autorità e maggiore tempestività di intervento. Il segretario ha infatti denunciato come, nella regione della Murcia, alcune segnalazioni siano finite nel dimenticatoio perchè l'olio in questione ormai era scaduto.
A fronte di questo duro attacco alle istituzioni locali ha risposto Elena Vipers, dichiarando che in Andalusia vengono effettuati 3000 controlli nel settore del'olio di oliva, secondo i dati del Ministero dell'agricoltura.
Una difesa d'ufficio che non è piaciuta all'Upa, trovando la secca replica del segretario generale: “una cosa sono i controlli in frantoio o negli impianti di imbottigliamento, una cosa sono i controlli a scaffale. I controlli nella filiera non rilevano problemi che però si evidenziano a scaffale. E' allora a scaffale che bisogna agire.”
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