Mondo
Piacciono sempre di più le bevande aromatizzate al vino al mercato mondiale
Chi non ha notato i "rosé pompelmo" nelle vetrine dei negozi quest’estate? In realtà il fenomeno è molto esteso e al momento va oltre il consumo meramente estivo
20 febbraio 2014 | C. S.
Innanzitutto, qualche parola sulle definizioni di questa categoria di prodotti. L'OIV si è espressa sulla questione proprio recentemente - le risoluzioni riguardanti le bevande a base di vino e le loro pratiche di elaborazione sono state adottate nel 2010 e nel 2012 rispettivamente. Se a livello europeo la categoria delle "bevande a base di vino" esiste da molto tempo, l'UE ha appena adottato, il 23 gennaio 2014, un nuovo regolamento (59/2014) che fissa a 200mg/L il livello massimo di anidride solforosa-solfiti (E 220-228) nei vini aromatizzati e nelle bevande a base di vino.
Oltre agli aromatizzanti, gli edulcoranti, i coloranti e gli additivi alimentari, nel caso del vino aromatizzato viene aggiunto anche alcol. Il vino o il vino speciale deve costituire almeno il 75% del prodotto finale.
Le "bevande a base di vino" sono bevande ottenute dal vino e possono essere aromatizzate, edulcorate o colorate. Si tratta di bevande con un titolo alcolometrico abbastanza basso, tra 3,5 e 14,5. L'aggiunta di alcol non è consentita e il contenuto minimo di vino è solo il 50% del prodotto finale. La gamma delle sostanze coloranti, edulcoranti e aromatizzanti autorizzate è abbastanza ampia, è quindi una categoria di prodotti molto estesa. È importante fare presente che la parola "vino" non è consentita nella denominazione commerciale, si parla pertanto di "bianco pesca" o di "rosé pompelmo" e non di "vino rosé aromatizzato al pompelmo" o di "vino bianco al sapore di pesca".
La gamma di prodotti compresi nella categoria "bevande a base di vino" è molto estesa, sia in termini di sapore che di qualità. Le definizioni di questa categoria a livello europeo e a livello internazionale stabiliscono solo i requisiti minimi in termini di tipi di ingredienti e procedure autorizzate.
Sebbene il "rosé pompelmo" sia indiscutibilmente il leader della categoria, si sta sviluppando un'ampia varietà di sapori ed è un fenomeno che non si limita al consumo estivo. Possiamo citare i seguenti prodotti:
• bianco pesca,
• rosso amarena,
• rosé alla rosa,
• bianco al cioccolato bianco,
• rosso al pan di spezie e speculoos,
• rosso caramella coca-cola,
• bianco al pan di spezie (da consumare caldo),
• rosso arancia cannella (da consumare caldo),
• bianco mandarino cardamomo (da consumare caldo).
Le varie marche non hanno intenzione di fermarsi qui, alcuni produttori stanno già pensando alle "creme a base di vino", per analogia con le creme di whisky.
Sebbene i prodotti più economici (con prezzi compresi tra 2 e 3 euro a bottiglia) occupino la maggior parte del mercato, iniziano a emergere quelli più costosi, costituiti al 90% di vino DOP aromatizzato con dello sciroppo. La bottiglia viene venduta intorno ai 10 euro.
Ampiezza del fenomeno: è chiaro che si tratta di un fenomeno in crescita. Anche se per il momento è difficile disporre di statistiche esatte, esistono diverse valutazioni del mercato. Si parla di (solo in Francia) di 22 milioni di litri venduti nel 2013, mentre nel 2012 la cifra non arrivava a 13 milioni di litri e nel 2011 si sono venduti solo 4 milioni di litri. Per rendersi conto del peso di questi prodotti è necessario comparare queste cifre con il consumo totale di vino, che per il 2013 è stato stimato a 30 milioni di ettolitri. Ci avviciniamo quindi all'1% del consumo totale di vino. In un tempo molto breve i "rosé pompelmo" sono riusciti a conquistare un posto non trascurabile tra i vini classici.
La filiera viticola fa innovazione e le innovazioni sembrano piacere ai consumatori. Speriamo che quelli nuovi, dopo aver scoperto il gusto del vino miscelato ad altri sapori, sentiranno la curiosità di degustare e apprezzare i vini "classici"!
Fonte: OIV
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