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Troppi sussidi agli agricoltori europei. L'Ocse striglia l'Ue
Nel mentre il Consiglio dei ministri dell'agricoltura europei cerca di trovare la quadra sui punti oscuri della nuova Pac, l'Organizzazione per lo sviluppo e la cooperazione chiede un taglio più sostanzioso dei contributi pubblici. Perchè dovrebbe farlo l'Europa mentre le altre nazioni incrementano gli aiuti pubblici?
21 settembre 2013 | T N
Ancora troppe difficoltà nel trovare la quadra per la nuova riforma della Pac e così il Consiglio europeo dei Ministri dell'agricoltura, riunitosi il 23 settembre scorso, decide di aprire le porte di dare il via a un dibattito pubblico sulla stato di avanzamento della riforma della Pac.
Il pacchetto si compone di quattro testi principali :
- la proposta di regolamento recante norme sui pagamenti diretti agli agricoltori
- la proposta di regolamento per un'organizzazione comune di mercato dei prodotti agricoli (Ocm unica) ( 13369/13 )
- la proposta di regolamento sul sostegno allo sviluppo rurale
- la proposta di regolamento sul finanziamento, sulla gestione e sul monitoraggio della politica agricola comune
Proprio mentre in Europa è in corso un difficile negoziato tra Consiglio, Commissione e Parlamento, l'Ocse, con il rapporto Agricultural Policy: Monitoring and Evaluation 2013, striglia l'Europa, rea di aver alzato gli aiuti all'agricoltura. L'Ocse ha infatti rilevato che il sostegno pubblico all'agricoltura è arrivato al 19% dei redditi derivanti dal settore primario, quando nell'anno precedente era al 18%. Un calo sicuramente anche dovuto alla diminuzione del Pil agricolo di molti paesi, colpiti da eventi calamitosi, tuttavia l'Ocse punta l'indice contro l'accordo politico del 26 giugno scorso che non rappresenta un cambio di rotta della Pac.
L'Europa, secondo l'Ocse, contribuirebbe all'agricoltura di più rispetto alla media dei paesi sviluppati, media pari al 17% dei redditi agrari nel 2012 e del 15% nel 2011.
Vi è però da sottolineare che gli aiuti complessivi al settore agricolo, nell'area Ocse, sono incrementati da 201 a 258 milioni di dollari tra il 2011 e il 2012. I paesi che erogano i contributi più generosi sono il Giappone (56% del reddito agrario), Corea (54%), Norvegia (63%) e Svizzera (57%). Fanalini di coda Australia (3%), Cile (3%) e Nuova Zelanda (1%).
Sono soprattutto alcune economie emergenti ad aver aumentato i sostegni all'agricoltura. In Cina, nel 2012, hanno raggiunto la percentuale record: 17% del reddito agricolo, ovvero quasi pari al livello europeo. In Indonesia sarebbe arrivato al 21% e in Kazakistan ha raggiunto il 15%.
Sono molti i paesi che stanno incrementando i sussidi per arrivare all'autosufficienza, specie in alcuni settori strategici. La Russia vuole arrivare a coprire l'80-90% del proprio fabbisogno di cereali, zucchero, oli vegetali, carne e prodotti lattieri. E' così probabile che aumenti gli aiuti, fino ad oggi fermi al 12% dei redditi agricoli.
Secondoo il direttore dell'Ocse, Ken Ash: “con i mercati mondiali per i prodotti alimentari e delle materie prime capaci di tenere alti i prezzi delle derrate agricole, è giunto il momento per i governi a impegnarsi credibilmente a sostenere riforme agricole di ampio respiro. Soddisfare le esigenze di una popolazione mondiale in crescita richiede un allontanamento dalle politiche distorsive e sprecone del passato per favorire invece misure che migliorino la competitività, consentendo agli agricoltori di rispondere ai segnali del mercato, garantendo nel contempo che l'innovazione tanto necessaria sia interamente finanziata”.
I paesi che aderiscono all'Ocse sono 47 e rappresentano l'80% dell'agricoltura mondiale.
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