Mondo
Tutta la Spagna oliandola contro Ciolos: rivogliamo la norma contro le ampolle
Nessun distinguo o presa di posizione diversa. L'intero mondo della produzione olearia iberica ha protestato contro la retromarcia del commissario all'agricoltura con toni aspri e vibranti polemiche
01 giugno 2013 | T N
Le associazioni del mondo produttivo iberico tutte unite contro la retromarcia di Ciolos.
Il Commissario europeo, infatti, dopo aver dato il via libera a un provvedimento che avrebbe vietato le oliere nei ristoranti, inserendo anche l'obbligo del tappo antirabbocco, ha fatto un'inversione a U a causa delle proteste di Olanda e Inghilterra (Inghilterra e Olanda affossano il tappo anti-rabbocco per l'olio d'oliva nei ristoranti).
La presa di posizione più dura viene da Jaen, vera roccaforte olivicola spagnola. Luis Carlos Valero, direttore e portavoce di Asaja Jaen ha infatti dichiarato di non comprendere “la vigliaccheria del commissario Dacian Ciolos” sotto pressione per le proteste dei paesi del freddo abiutati ad alimentarsi con cibi di scarsa qualità alimentare.
La Federazione andalusa delle società cooperative agricole (Faeca) è stata più morbida nei toni ma non nei contenuti. Oltre a mostrare il proprio disappunto, ha contestato la posizione di Olanda e Inghilterra che hanno bollato come “sciocchezze” le misure che dovevano essere introdotte e che invece avrebbero avuto un impatto economico significativo. Faeca ha chiesto al Ministero dell'agricoltura di introdurre una normativa nazionale che vieti le ampolle sulla falsariga di quanto già operativo in Italia e in Portogallo.
Anche il segretario generale di Upa Cordoba, Agustin Rodriguez, ha proposto che il governo spagnolo approvi una norma contro le ampolle, mantenendo la data di applicazione al 1 gennaio 2014, “perché c'è il tempo per farlo”.
Le proteste sono trasversali e riguardano tutti i territori olivicoli iberici. Il segretario generale di Upa-Uce Extremadura, Ignacio Huertas, ha chiesto "spiegazioni" al ministro dell'agricoltura Miguel Arias Canete."Il vuoto normativo nel quale siamo finiti, sta facendo del male agli agricoltori e ai consumatori" ha dichiarato Huertas.
Il segretario generale della BDA-Siviglia, Eduardo Martin, ha detto che la decisione della Commissione europea di far rientrare la proposta contro le oliere nei ristoranti è il risultato di un ricatto dei paesi nordici. “E' come se avessero gettato un secchio d'acqua gelida sui produttori e su un prodotto di alta qualità come l'extra vergine” ha dichiarato Martin.
A seguito dell'unanime protesta del mondo produttivo si è mosso per criticare l'iniziativa di Ciolos anche il Consiglio di Jaen attraverso il vice presidente Pilar Parra che ha dichiarato che la qualità dell'olio d'oliva deve essere protetta “anche con norme che non consentano adulterazioni del prodotto”.
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Accedi o RegistratiMARIO DE ANGELIS
01 giugno 2013 ore 13:36A me è sembrato molto strano che solo due Stati (proprio una minoranza, n.d.r.) rispetto alla maggioranza che aveva approvato l'abolizione, nei ristoranti, delle bottiglie senza tappo anti-rabbocco, avessero una forza politica tanto forte, da far decidere al Commissario Ciolos ad innestare la retromarcia!!! Altra considerazione: Diciamoci con franchezza per l'assurdità dell'affossamento del tappo anti-rabbocco partito da due Stati che non sanno nemmeno da dove si estrae l'olio EVO, mentre i Paesi produttori erano in silenzio. Ed ecco la Spagna che si fa sentire, mentre aspettiamo la reazione della Grecia. Non mi aspetto la reazione del mondo oleicolo dell'Italia in quanto tutti sanno il perché e quindi è inutile ripeterlo ancora una volta.
Mario De Angelis
Emanuele Aymerich
01 giugno 2013 ore 13:52Non capisco perché Olanda e Inghilterra si siano opposte ad una norma che protegge i loro stessi consumatori, spesso preda di falsi oli di qualità. Io vendo in Olanda, ci sono appena stato, e nei supermarket ho trovato pochissimo olio in vendita (gli olandesi usano burro e strutto) e pure di pessima qualità, ma probabilmente non se ne rendono neanche conto: forse non vogliono complicazioni su quello che loro, almeno per la maggior parte, considerano solo come uno dei tanti grassi da cucina. Ma mi aspettavo che almeno i loro amministratori fossero più evoluti e motivati ad eliminare le truffe che vengono propinate tutti i giorni ai loro elettori.
Attualmente l'Olanda alimentare è letteralmente (e penosamente) invasa dall' "italian sound", anche nei bar ora trovi i cartelli, scritti in pseudo italiano, di improbabili "panini kebak" o "tosti pollo", tutta robaccia che non ha ovviamente niente a che vedere con l'Italia ma è di moda, sono dei consumatori piuttosto sprovveduti e superficiali, d'altronde basti pensare che a pranzo loro si nutrono di tramezzini pure se sono tranquilli a casa e non hanno nessuna fretta, cosa per noi impensabile, l'unico pasto caldo è la cena alle 7 di sera. Infatti io il mio olio, in Olanda, lo vendo agli italiani e ai ristoranti italiani. In quanto agli inglesi, beh, diciamolo francamente: è notorio che la cucina inglese non è la migliore del mondo, cosa possono capirne? Probabilmente meno degli olandesi. Ovviamente si parla in generale, senza offesa per i pochi inglesi e olandesi culinariamente più evoluti dei loro connazionali, tanto per non fare di tutt'erbe un fascio.