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Deoleo ristruttura e pensa di vendere gli stabilimenti in Italia

La crisi economica morde e il colosso spagnolo riduce organici e strutture, ma il risultato economico è in linea con le previsioni. Nel prossimo piano triennale ancora tagli per ridurre l'indebitamento e una svalutazione del valore dei marchi, anche quelli italiani

15 dicembre 2012 | R. T.

Deoleo taglia ancora e sembra che, in questa occasione, neanche l'Italia verrà risparmiata. Il nuovo piano triennale del gruppo, infatti, prevede un'ulteriore ristrutturazione per far fronte alla crisi economica globale.

I tre stabilimenti italiani del gruppo, Inveruno, Voghera e Tavernelle Val di Pesa, sarebbero destinati infatti alla chiusura, nonostante le rassicurazioni di Deoleo che, al momento, conferma solo la chiusura di Voghera per il prossimo anno.

Nel frattempo vi è però preoccupazione perchè non rischiano solo il posto i 60 dipendenti di Voghera ma anche alcuni dipendenti Carapelli. Dalla scorsa metà di novembre 28 dipendenti di Tavernelle sono infatti in mobilità.

Vi è da dire che Deoleo non sta tagliando solo in Italia. Rispetto all'organico di più di 2000 persone nel 2010, questo si è ridotto alle attuali 817 unità.

La preoccupazione dei sindacati italiani si accentua anche se consideriamo che il Cda di Deoleo ha deciso la svalutazione dei marchi in suo possesso per un valore di 250 milioni di euro, circa un quarto di quanto messo a bilancio nel 2009.

Un'operazione che permetterà anche una riduzione dell'indebitamento complessivo del gruppo che, nel terzo trimestre, dovrebbe arrivare a 600 milioni di euro, soglia considerata sostenibile dai gruppi finanziari che sostengono la società.

Un dato positivo che fa il paio con i risultati operativi degli ultimi mesi. Alla fine dello scorso settembre, il margine operativo lordo (EBITDA) è stato pari a 62,4 milioni ed alla fine si sitma che la cifra possa arrivare a 89 milioni di euro. Inoltre, la redditività è notevolmente aumentata. Da un rapporto EBITDA/fatturato del 6,6% nel 2011 si è arrivati al 10% nel terzo trimestre di quest'anno.

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