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Ormai è battaglia tra Australia e Coi
Gli standard sull'olio d'oliva australiani conforndono i consumatori e ostacolano gli scambi. Il Coi cerca la sponda del Codex alimentarius e dell'Oms per isolare l'Australia
08 ottobre 2011 | T N
E' ormai battaglia a colpi di missive formali tra il Coi e l'Australia. Uno scontro duro che vede sullo sfondo il tentativo australiano di smarcarsi dalle regole sull'olio d'olive dettate dal bacino del Mediterraneo che produce il 97% dell'olio d'oliva mondiale.
A segnare questa strappo il varo di proprie regole sugli standard commerciali, le denominazioni e i parametri di riferimento.
Il Coi, quando ancora le regole australiane erano una bozza di lavoro, aveva criticato la proposta che si smarcava completamente dagli standard internazionali definiti dal Coi e dal Codex alimentarius.
Dopo una missiva cortese, quasi a voler consigliare all'Australia un passo indietro, lo stesso operato dalla Nuova Zelanda, ora che le regole vsono approvate, piovono pesanti accuse quali quelle di voler conforndere i consumatori con definizioni ingannevoli, che sono fuori dagli schemi internazioni, come "puro" e "leggero", ma anche con parametri chimici, come le pirofeofitine e i digliceridi, che erano state bocciate dal panel di esperti chimici australiani in quanto non sufficientemente sicuri e ripetibili.
Riguardo alla tutela del consumatore e le frodi, il Coi colpisce duramente, sottolineando come il limite più elevato per il campesterolo, indicato nelle norme australiane, apre la strada alle frodi perchè proprio una sua elevata presenza indica la presenza di oli di semi miscelati con l'olio d'oliva.
Una guerra paerta in cui il Coi non lesina colpi e in cui chiede ora l'aiuto del Codex alimentarius e dell'Organizzazione mondiale della sanità.
Il Coi ha infatti esplicitamente invitato queste organizzazioni a aiutare a fermare "le pratiche commerciali sleali o barriere commerciali potenziali, per raggiungere un mercato più trasparente, per combattere le frodi e tutelare i consumatori attraverso l'armonizzazione e l'adempimento degli standard internazionali ."
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