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Mamma li turchi. Si tuffano nell'olio d'oliva
La Turchia vuole la leadership in Medio Oriente e punta a diventare il secondo più grande produttore di olio di oliva dopo la Spagna. Ecco i progetti del Consiglio olivicolo turco
28 maggio 2011 | R. T.
"La produzione totale di olio d'oliva della Turchia è passata da 112.000 tonnellate a 147.000 tonnellate negli ultimi cinque anni", dice Mustafa Tan, presidente del consiglio olivicolo nazionale (Uzzk).
Uno stimolo a far meglio viene anche dalla crescita della domanda interna, salita, nello stesso periodo da 50000 tonnellate a 110000 tonnellate, ma secondo l'Uzzk vi sono ancora margini di crescita, stando almeno ai consumi pro capite dei paesi produttori europei.
In Turchia, infatti, il consumo annuo pro capite ammonta a 1,2 kg, rispetto ai 12,4 chilogrammi in Italia, ai 13,6 chilogrammi in Spagna e ai 23,7 kg nella vicina Grecia.
I margini di crescita ci sono, quindi, e il Consiglio oleicolo nazionale, nato quattro anni fa, vuole promuovere il settore e una crescita dell'olivicoltura nazionale, con idee ben precisa.
“Se vogliamo diventare leader mondiali – ha detto Tan – occorre sostenere la qualità”.
Per questa ragione vi è un attento regime di sorveglianza, da parte dell'Uzzk, su quanto viene proposto sugli scaffali dei supermercati. “E' nostra intenzione – ha affermato Tan – permettere l'uso del logo Uzzk ai produttori turchi entro breve tempo”.
Secondo il Consiglio oleicolo nazionale turco, tuttavia, il settore non deve crescere basandosi sulle esportazioni ma sulla crescita della domanda interna, possibilmente azzerando anche quelle quote di importazione pari a 2 milioni di dollari all'anno.
“Mantenendo questo trend di crescita dei consumi interni – ha dichiarato Tan – si può presumere di arrivare a una produzione di più di 300.000 tonnellate nell'arco dei prossimi cinque anni, diventando il terzo produttore mondiale, ma siamo molto più ambiziosi e speriamo presto di superare anche la produzione italiana, così diventando il secondo produttore mondiale d'olio d'oliva.”
Secondo l'Uzzk, questa crescita permetterebbe anche di tenere più sotto controllo le quotazioni, ogi pesantemente condizionate dalla crisi generalizzata spagnola e in particolare dalla necessità del Gruppo Sos di ripianare i debiti con le banche.
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