Libri

L’ulivo nella storia della Puglia? E' un libro senza storia

E' un volume illustrato ma è poco accattivante e desueto nella grafica e nelle foto. Non brilla certo per idee, il testo manca di originalità. Si poteva fare di meglio

20 marzo 2010 | L. C.



E’ un’occasione davvero sprecata l’iniziativa editoriale della Regione Puglia di cui si è venuti a conoscenza solo per caso. E’ nel corso della manifestazione Olio Capitale, che si è svolta a Trieste dal 5 all’8 marzo, che è stato possibile prendere visone del volume L’ulivo nella storia della Puglia. Storia, cultura, economia. Il libro è stato pubblicato in data non precisata, ed è un grave errore non comunicare ciò che richiede la legge sull’editoria.

Non è stato tra l’altro possibile leggere l’introduzione istituzionale, perché la copia del volume che ci è stato consegnato brevi manu da un espositore era privo della pagina del testo di presentazione a firma di Enzo Russo, l’ex assessore regionale alle risorse agroalimentari.

Non sarebbe stato il caso di valorizzare meglio tale pubblicazione, fornendola quanto meno ai giornalisti presenti al salone triestino, anche in ragione di un evento così specializzato e prestigioso? Al di là di tali pecche, il libro ha una grafica poco accattvante e desueta; le foto, pur facendo leva sulla bellezza dei paesaggi, non sono state studiate alla perfezione, visto che l’ultima immagine in chiusura di libro riporta un primo piano di olive sporche di terra e piuttosto malconce.

La comunicazione è molto importante e delicata e non si può certo fallire investendo anche del danaro pubblico per fare brutta figura. La parola “storia” viene fastidiosamente ripetuta sia nel titolo, sia nel sottotitolo, ma resta poco approfondita nel testo.

A lavorarci sono stati Rosario Centonze e Antonio Costantini, con la coordinazione di Tiziana Stefanizzi, ma qualcosa non ha funzionato, il testo non brilla certo per originalità. Eppure tali libri istituzionali rappresenterebbero un investimento finalizzato alla promozione.

Non sarebbe il caso di presentarsi al pubblico in modo serio e credibile? All’interno la carenza di idee ha spinto gli autori a presentare solo cinque monotone ricette: carciofi sott’olio, cavolfiori sott’olio, giardiniera sott’olio, melanzane sott’olio e peperoni sott’olio. Ci si annoia terribilmente! Perché la Puglia ha scelto di volare così basso?

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