Libri

La dottrina culinaria e le prove sul campo

Torna Oltre il fornello di Gualtiero Marchesi, un libro quotidiano che come un messale costringe a continui rimandi. Era il tempo in cui cucina, salute e territorio iniziavano a imporsi come metafore della modernità che ama la diversità

21 novembre 2009 | Nicola Dal Falco

Nicola Dal Falco

Oltre il fornello di Gualtiero Marchesi, stampato per la prima volta nel 1986 e oggi riproposto da Rizzoli, è un libro con il segnalibro, un libro quotidiano quindi che come un messale costringe a continui rimandi, immobilizzando più di un dito alla volta.
Una caratteristica che è implicita nel modo di spiegare narrando del suo autore. Pochi cuochi hanno la stessa capacità di entrare in comunicazione, di far brillare le idee attraverso il proprio lavoro.

In questo libro, la dottrina culinaria, frutto più della libera ricerca che delle atmosfere accademiche, va di pari passo con l’esempio, con la prova sul campo, esemplificata, quando necessario, da un disegno che ricorda per immediatezza e ingenuità i cartelloni scolastici di tanti anni fa.

Una prova anche questa della versatile concretezza di ogni capitolo, in pieno accordo con un cuoco che non filosofeggia, né si crogiola nella sperimentazione fine a se stessa, ma semmai riflette in vista dell’azione, di quel colpo d’occhio, di memoria o di fantasia che risolva il dilemma tra contenuto e forma, tra materia e arte.

È sintomatico che nella due prefazioni, quella dell’amico Pierre Troisgros e quella scritta a se stesso, si faccia riferimento alla necessità di semplificare, di fare manutenzione alle ricette tradizionali in uno scorcio di secolo, gli anni Settanta del Novecento, in cui i conflitti tendevano all’esasperazione, nella speranza che dall’accumulo di tensioni scaturisse un nuovo equilibrio, un’altra pace.

Liberare il sapore naturale dei cibi
Allora, Gualtiero Marchesi, sentendo ormai troppo stretta l’esperienza familiare del ristorante “Al Mercato”, parte da Milano per Roanne, in Francia, visitando i fratelli Troisgros e condividendo con loro la scoperta di un nuovo modo di fare cucina.
Quale modo? Il più radicale che si potesse immaginare rispetto alla vetustà dei luoghi comuni e all’arroganza stantia dei gastronomi: liberare il sapore naturale dei cibi, alleggerendo un secolare apparato di calorie e procedimenti.

Era nata la Nouvelle Cuisine, erede dei grandi insegnamenti di Auguste Escoffier, enunciati nella sua Guide culinaire del 1907.
Una decisione che prendeva soprattutto atto dei cambiamenti avvenuti nello stile di vita, rivoluzionato dal benessere che insieme ad una progressiva sedentarizzazione, allontanava lo spettro della fatica, del freddo, sostituendo al tempo stesso l’arcaica tendenza alla lentezza con il suo opposto: la frenesia.
La nuova equazione sarebbe stata, pur attraverso un primo violento periodo di rottura, di rimettere la tecnica al servizio della materia in modo da esaltare la nobile semplicità dei sapori, rieducando il gusto.
Cucina e salute, cucina e territorio iniziavano a imporsi come metafore della modernità che ama la diversità in vista di una più schietta immediatezza.

Una bosco di titoli straordinari
C’è una bellezza del sommario in Oltre il fornello che va sottolineata non per vezzo, ma per stuzzicare la curiosità nel maggior numero di persone possibile.
Come non sentirsi tirati per la giacchetta dalla promessa mantenuta di spiare Il riposo dell’arrosto o di assistere a La controversia tra il brodo e il lesso nel capitolo sulle tecniche di cottura oppure di riconoscere finalmente Il fascino discreto dei pelati dopo aver assimilato L’importanza di cuocere al dente e ceduto con l’onore della armi al fatto indiscutibile che Colore è sapore nel capitolo che tratta “Degli ortaggi & della frutta”?

Ma il vero senso del libro, la sua ragione commossa si può forse cogliere, nelle prime righe dove Gualtiero Marchesi chiarisce il binomio compositore-esecutore, collegandosi all’esempio della musica.
L’uno, magari separato da secoli di storia, e l’altro interprete contemporaneo della ricetta - si potrebbe dire dello spartito - nata in un momento d’ispirazione.

Il filo che li lega è un filo di libertà, una somma di sensibilità in nome dell’arte.
In questa parentesi sta tutto il fascino e l’umanità della cucina che serve a nutrire, alleviando, se possibile, lo spirito.



Gualtiero Marchesi, Oltre il fornello. Segreti e consigli del re dei cuochi Rizzoli, 2009, pp. 289, euro 17,50



Potrebbero interessarti

Libri

Il cibo, patrimonio di storia, cultura, tradizioni

Il libro che racconta il cibo quale identità, arte, passione, memoria, convivialità, emozione, bontà di un territorio. Il cibo raccontato da un maestro della cucina, Maurizio Santilli

02 aprile 2026 | 13:00 | Pasquale Di Lena

Libri

La Guida agli Extravergini 2026 di Slow Food fotografa l’olio di qualità, baluardo di biodiversità e orgoglio del Made in Italy

La Guida agli Extravergini 2026, a cura di Slow Food Italia, è pronta. Un lavoro di squadra per far conoscere oli, storie e territori: 125 collaboratori in tutta l’Italia hanno recensito 766 aziende segnalando 1211 oli extravergini di qualità

02 aprile 2026 | 10:00

Libri

Nutrire il bene è nutrire il pianeta, senza bioreattori

Il cibo è un sistema biologico complesso per il suo rapporto con un essere vivente dotato di intelligenza e di voglia di fare. Ci dobbiamo convinvere che è, bellezza, salute,, tradizione, convivialità e, anche, storia e cultura

26 marzo 2026 | 17:00 | Pasquale Di Lena

Libri

Presentato il nuovo libro di Fabiola Pulieri sull’oleoturismo

Edito da Agra Editrice, è il nuovo volume sul turismo dell’olio scritto dalla giornalista ed esperta del settore Fabiola Pulieri, recentemente nominata Ambasciatore delle Città dell’Olio.

24 marzo 2026 | 12:00 | T N

Libri

Arriva Il Codice Sensoriale Amari

La prima mappa scientifica per leggere, misurare e interpretare l’universo dell’amaro porta un innovativo metodo di classificazione degli amari, aiuta a scegliere il bicchiere adatto e propone un metodo di valutazione sensoriale inedito

19 febbraio 2026 | 17:00

Libri

Nel nome del pane: l’agroalimentare dei nostri giorni in un romanzo, forse

L’opera prima di Luigi Chiarello incuriosisce dal titolo e avvia lungo un percorso che interroga ciascuno di noi sul rapporto personale, e poi della società tutta, col cibo. Il passato sono storia e simboli, il presente è un’incognita

28 novembre 2025 | 11:00 | Alberto Grimelli