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La Guida SlowFood agli Extravergini 2021 fotografa un’annata buona e tanta voglia di ripartire
1328 gli oli extra vergini di oliva di qualità recensiti. la guida aiuta a scoprire i territori e l’umanità che c’è dietro una bottiglia
15 aprile 2021 | C. S.
Extravergini 2021, con le 838 aziende segnalate e i 1328 (tra i 1500 assaggiati) oli di qualità recensiti, è una guida indispensabile a disposizione del consumatore per districarsi nel complesso e affascinante mondo dell’olio, mentre per le aziende è un autorevole strumento per raccontarsi e promuovere il proprio lavoro.
A cura di Slow Food Italia, la Guida agli Extravergini 2021 è già disponibile su www.slowfoodeditore.it.
Non vi è dubbio che il lavoro per realizzare questa edizione della guida non sia stato un processo semplice, perché fortemente condizionato dalla pandemia. Ma grazie all’impegno degli oltre 100 collaboratori presenti in tutta Italia, la guida è pronta per raggiungere le tavole dei numerosi appassionati di olio e di tutti coloro che vogliono capire questo mondo e conoscere caratteristiche, cultivar, territori e mercato di uno dei prodotti simbolo dell’agricoltura e della dieta del Mediterraneo. È stato un anno duro anche per le aziende con un rallentamento incredibile di vendite, l’impossibilità di partecipare agli eventi promozionali e numerosi problemi in fase di raccolta e frangitura, coincisa con il picco autunnale dei contagi e le relative restrizioni messe in atto.
Secondo calcoli elaborati da Ismea e Unaprol, la produzione della campagna 2020-21 si assesta sulle 255 mila tonnellate, con una riduzione del 30% sullo scorso anno. A trainare verso il basso è la pronunciata riduzione del raccolto nel sud Italia (Puglia e Calabria in testa), a causa dell’annata di scarica e di dannosi eventi atmosferici e fitosanitari, non compensata dai buoni risultati del centro-nord. Qualitativamente invece l’annata si conferma buona, come conferma la fotografia della campagna olearia 2020/21 consultabile sul sito Slowfood.it.
Nonostante le difficoltà generali, la guida registra alcuni trend interessanti. Il numero delle aziende recensite è aumentato, segno dell’interesse del comparto verso la guida e del desiderio dei produttori di confrontarsi in maniera costruttiva con Slow Food e i suoi esperti di olio. Tra le aziende si registra, in molte regioni, una crescita dei giovani imprenditori, insieme a un incremento di chi opera in regime biologico e di chi ha deciso di bandire dai propri terreni i prodotti di sintesi. Restando tra gli ulivi, emerge l’attenzione del comparto per le varietà autoctone, molti i monovarietali, tutti lavorati con grande accuratezza ed eccellenza. In alcuni casi frutto di un’opera di recupero varietale coraggiosa, così come la prova di lavorazione in purezza che ne è stata fatta. Quindi un mondo dell’olio tutt’altro che stanco o piegato su logiche industriali.
Ecco la guida in dettaglio:
179 novità assolute in Guida;
259 riconoscimenti (Grande Olio, contraddistinto dal simbolo di un’oliva e Grande Olio Slow indicato con la dicitura “Slow”) che testimoniano la qualità dell’extravergine italiano, eccellenza del Mediterraneo;
36 chiocciole, riconoscimento alle aziende (e non all’olio) che interpretano i valori di Slow Food;
168 oli riconosciuti come Presidio Slow Food: il progetto che promuove il valore ambientale, paesaggistico, salutistico ed economico dell’olio, che tutela oliveti antichi, cultivar autoctone e raggruppa produttori che non adoperano fertilizzanti di sintesi e diserbanti chimici;
653 aziende che offrono lo sconto del 10% ai soci di Slow Food.
Ma altre piacevoli sorprese ci riserva la guida:
la foglia, il simbolo che indica l’olio certificato biologico;
il carrello, per indicare le aziende organizzate per la vendita online.
E non è tutto. La Guida agli Extravergini da oltre 20 anni non si accontenta di offrire uno spaccato dell’Italia dell’olio completo e ricco di particolari, oltre che essere un incentivo al confronto e al miglioramento continuo per tutto il comparto. Va oltre, segnalando anche le aziende che offrono servizio di ristorazione (ben 266, identificabili con l’icona del piatto) e la possibilità di pernottamento (360, indicate con il simbolo della casa). Simboli che non potevano mancare in una Guida che, da sempre, invita il lettore a visitare queste realtà che fanno parte di un settore strategico per il Made in Italy e che concorrono a disegnare il volto paesaggistico della nostra nazione. Sono saggi agricoltori ed esperti frantoiani che la Guida invita a conoscere più da vicino per toccare con mano quanta biodiversità, sapienza, terra c’è dietro a una semplice goccia di extravergine.
Questi consigli di acquisto e visita oggi sono ancora più importanti. Un modo per stare vicino a produttori che spesso con fatica difendono il nostro patrimonio olivicolo oltre che il paesaggio. L’augurio che facciamo, e ci facciamo, è di poterli incontrare presto. Sarà una gioia per il nostro palato e per la nostra anima.
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