Libri
MOCCIA, IL PIU' GRANDE CHEF PER ADOLESCENTI DALLA DIROMPENTE FORZA SOCIOLOGICA
E' l'autore di storie tanto apprezzate che prendono spunto dalla vita quotidiana. E' la gallina dalle uova d'oro che cattura l'attenzione di migliaia e migliaia di estimatori. Con "Scusa ma ti chiamo amore" si assiste a una alfabetizzazione delle emozioni
07 aprile 2007 | Antonella Casilli

Se è vero che leggere è mangiare, come sostiene la filosofa Francesca Rigotti, allora vorrà dire che il più grande chef per adolescenti è Federico Moccia, ed in
questo periodo, di bulimici festeggiamenti pasquali, non potevamo che
scegliere di parlare di lui, la gallina dalle uova dâoro, lâunica persona che riesca a far ingurgitare, ai nostri ragazzi, il libro fresco di stampa come fosse lâovetto del contadino di antica memoria.
Si aspetta che sia scodellato e per favorire il consumo immediato
pazientemente si controllano siti, vetrine delle librerie, blog e quantâaltroâ¦..
Ho avuto il piacere di conoscerlo, anni fa, in un liceo, allorchè, mi fu gentilmente chiesto di presentarlo; optai per un'introduzione, atteso che in quella estatica condizione esistenziale, in cui si era trasformato il liceo, lâunica sconosciuta potevo semmai essere io, non lui il sogno vivente di ogni adolescente, lâuomo che ogni ragazzina vorrebbe avere per boy friend ed ogni ragazzino vorrebbe essere.
Federico Moccia è uno scrittore che con penna e cuore scrive romanzi di vita quotidiana che toccano i tasti dellâemotività di ciascuno e ogni suo romanzo, scevro da qualsiasi velleità letteraria ha invece una dirompente forza sociologica.
Raccontando le storie di quotidianità adolescenziali, dei suoi protagonisti, Moccia attraversa la sfera emozionale di ciascun lettore ed entra nelle vene più profonde della personalità degli adolescenti come dovrebbe fare ogni adulto (trasformarsi in microscopici Nautilus, consiglia Crepet) per aiutarli
ad unâalfabetizzazione delle emozioni.
Moccia è ben conscio del ruolo che ricopre presso una fetta considerevole di adolescenti , in un contesto in cui tutti si scapicollano a decretare che i suoi libri non sono letteratura, sono solo delle effimere operazioni commerciali, al
contrario di tanti scrittori minimalisti (che non consiglierei mai ad un adolescente di leggere) che si sentono raffinati intellettuali solo perché immaginano in seta, il groviglio dei propri pensieri sulla pagina scritta, lui che il re sia nudo, se lo dice da sé stesso con grande ed ammirevole umiltà .
E mentre in passato ha consigliato i ragazzi di passare ad altro, dopo aver rotto il ghiaccio con la lettura, grazie ai suoi libri, nellâ ultimo romanzo, Scusa se ti chiamo amore, edito da Rizzoli, si è spinto ancora più in là ed ha citato autori quali Cioran, Gibran e Pasolini, veicolando, quindi,
consigli ed informazioni che nessun insegnante o genitore è mai riuscito a far accettare. Scusate se è poco!
Eâ vero, ci spiace che libri che riteniamo letteratura, libri che sappiamo resisteranno alla prova del tempo siano scavalcati da romanzetti, ma di grazia almeno sotto lâeffetto del buonismo pasquale vogliamo ammettere che
Moccia è riuscito a far diventare il libro più familiare nella nostra giovane società ? Vogliamo ammettere che è riuscito ad interessare un pubblico di non lettori e pur senza illuderci che ognuno possa divenire lettore forte, intendendo con ciò chi legge almeno un libro al mese, certamente ha sfatato la certezza che attimi di ameno godimento si possono avere solo davanti la TV.
Quando si legge non si vede quello che lâautore ha voluto trasmettere ma il lettore deve impegnarsi per estrapolarne le immagini che la TV, invece, gli rende in maniera immediata certamente, ma mediata, non vâè dubbio.
Le accurate descrizioni, contenute nei libri di Moccia, tipiche di chi si è formato
alla scuola dei romantici inglesi, aiutano a superare le difficoltà iniziali dellâimmaginazione ed il lettore che sarà in grado di conservare il gusto di leggere sarà via via più pronto ad affrontare le offerte del testo letterario.

Federico Moccia, Scusa ma ti chiamo amore, Rizzoli, pp. 672, euro 18
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