Libri
E’ GUERRA DI CUORI PER I FIGLI CONDIVISI. L’UNICO IMPERATIVO E’ MUOVERSI NEL LORO ESCLUSIVO INTERESSE
Nel libro di Annamaria Bernardini De Pace e Alessandro Simeone una sorta di vademecum legale per districarsi nel labirinto emotivo rappresentato dai rapporti familiari che si sfaldano. Scritto come un romanzo, è una lettura utile anche per chi non è separato
08 luglio 2006 | Antonella Casilli

Martedì 24 gennaio 2006, il Parlamento italiano approvava la legge numero 54 in materia di affidamento condiviso dei figli. Il principio sancito dalla nuova legge è quello della bigenitorialità , vale a dire: parità dei genitori nellâaffidamento, nella cura e nel mantenimento dei figli dopo la separazione.
Con la nuova legge il giudice può disporre lâaffido a un unico genitore solo nel caso che sia contrario allâinteresse del minore che questi sia affidato ad entrambi, tale scelta deve essere, comunque, adeguatamente motivata.
Il cittadino ha scarsa conoscenza dei meccanismi giuridici chiamati a tutelarlo e, spesso, vi è un fastidioso gap tra desiderio di conoscenza e possibilità di acquisirla.
Accade, talvolta, che addetti ai lavori offrano lâopportunità , al lettore avido di sapere, di conoscere materie complesse e delicate avvalendosi della narrativa.
Eâ il caso di Figli condivisi il libro scritto a quattro mani da Annamaria Bernardini De Pace e Alessandro Simeone.
Il libro, cui in appendice è allegato il testo della Legge, è diviso in tre parti: la prima parte esplicita come si è arrivati allâattuale formulazione della legge; la seconda rappresenta storie futuribili di affidamenti contesi, ciascuna delle nove storie ha in epigrafe il testo dellâarticolo 155 del codice civile, così come sostituito ed integrato dallâ articolo 1 della legge in argomento; la terza parte, poi, rappresenta i pro e i contro.
Eâ stato scritto, in altre sedi, che la famiglia è unâisola lambita dal mare del diritto. Mi permetto di fare mia questa frase, saccheggiandola dal suo contesto originario per evidenziare come le storie raccontate in Figli condivisi rappresentino una sorta di vademecum legale per districarsi nel labirinto emotivo costituito dai rapporti della âfamiglia che si scomponeâ.
Molto indovinato lâespediente di utilizzare la storia futuribile come approccio ad un problema che, grazie alla loro esperienza legale, gli autori ben conoscono e ben sanno il possibile e spesso infelice epilogo.
Prendiamo, ad esempio, la storia âEdo e il sognoâ; questa prende spunto dallâintroduzione, nella nuova legge, della potestà genitoriale esercitata da entrambi i genitori.
Edo, un ragazzino agile come una gazzella, vorrebbe essere iscritto in un collegio dove poter studiare ed applicarsi alla danza. I genitori, separatisi nel 2006 hanno scelto lâaffido condiviso, per cui lâiscrizione a scuola di Edo richiede lâaccordo di entrambi e la mamma, pur propensa ad assecondare le scelte del figlio, constatandone il grande talento, deve adeguarsi alla legge che le impedisce di scegliere da sola atteso che il padre del ragazzo, figlio di militari, non ammette un futuro da artista. Eâ a questo punto necessario intraprendere un iter legale affinché il giudice si surroghi ai genitori in disaccordo.
La lettura della storia ci farà capire se i tempi della giustizia coincidono con le esigenze subitanee.
In âSofia e la sceltaâ, la ragazza, di età superiore ai dodici anni, come previsto nel dettato legislativo, viene sentita dal giudice in merito alla soluzione abitativa; lo shock emozionale la farà svenire innanzi al giudice e a questo punto il lettore, compenetrato nella vicenda, si chiederà se è opportuno che gli avvocati di controparte interroghino un ragazzino in contraddittorio come un qualsiasi testimone?
Ma câè un racconto, poi, che è la summa di tutte le storture della nuova legge, ed è âFrancesca e la casaâ.
Francesca, figlia diversamente abile, ha prosciugato le riserve dâamore dei propri genitori, che, alla fine, concentrati solo su di lei, si perderanno come coppia, la separazione, inevitabile, ma civile, e il divorzio altrettanto civile nel 2010.
Lâatmosfera di pace cambia quando, nella villetta con piscina, essenziale per la disabile, voluta dal vecchio nucleo familiare, si instaura il nuovo compagno della madre. Eâ dura per lâex coniuge ritornare nel vecchio nido e trovare un altro uomo che la fa da padrone, le esigenze della figlioletta diventano secondarie rispetto alla necessità di cacciare lâusurpatore dalla propria casa. Dopo battaglie legali en avant où en arrière della disabile dalla vecchia alla nuova casa, solo nel 2015 sarà dichiarato incostituzionale lâarticolo 155 c.c. nellâattuale formulazione relativamente al diritto di godimento della casa familiare nel caso che lâassegnatario conviva more uxorio o contragga nuovo matrimonio, come dire: non è giusto che le âscelte affettive dei genitori ricadano sui figliâ.
Anche gli altri racconti prospettano situazioni in cui la guerra dei cuori, spesso, purtroppo, penalizza i figli, incolpevoli vittime.
Lâunica cosina che eccepirei di questo libro è la frase sulla quarta di copertina âesauriente e chiarissimo, â¦indispensabile per i genitori ma anche per le persone vicine alle famiglie che si separanoâ.
Questo libro deve essere letto da tutti, e non da chi più o meno direttamente può essere coinvolto da queste storie di scissione familiare; integrarsi emotivamente in chi ha vissuto dei conflitti e non è riuscito a superarli può aiutare ad evitarli nellâinteresse dei figli che devono essere sempre e comunque lâunico patrimonio da tutelare.
Ancora una volta la Bernardini, utilizzando il suo approccio con il cuore e con la toga, è riuscita a far vibrare le corde emotive anche di chi, come il recensore, è piuttosto insensibile allâoratoria degli avvocati.

Annamaria Bernardini De Pace e Alessandro Simeone, Figli condivisi, Sperling & Kupfer, pp. XI, 174, euro 16
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