Libri
L'INTENSA STORIA DI UN PERDUTO AMORE, NEL NUOVO ROMANZO DI ROBERTO COTRONEO
Antonella Casilli legge per noi "Questo amore". Il lettore - scrive la responsabile del presidio del libro "84, Charring Cross Road" - si sente completamente assorbito, quasi si trovasse al fianco dei protagonisti, come se, preso per mano, ne seguisse passo passo le vicende sentimentali
08 aprile 2006 | Antonella Casilli
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
Le coincidenze, le prenotazioni
Le trappole, gli scorni di chi crede
Che la realtà sia quella che si vede
Eugenio Montale, Satura, "Xenia II"

Roberto Cotroneo, presentando il suo romanzo Questo amore (edito per i tipi di Mondadori; pp. 144, euro 16) ha detto che lui ha il privilegio di poter scrivere da solo i risvolti di copertina dei suoi libri.
Sappiamo allora a chi imputare una grossa bugia od una eccessiva modestia (e si che il nostro non ha proprio lâaria di essere modesto!).
Lâesordio della seconda di copertina è: "questa è una storia semplice".
Questa non è per niente una storia semplice, tra lâaltro si offre a molte chiavi di lettura; nella seconda di copertina se ne suggeriscono tre.
Lâamore pervade la poesia, la musica, la letteratura, i romanzi sentimentali più di qualsiasi altro argomento. Eâ una parte inevitabile dellâesperienza umana che ognuno vive a seconda della propria sensibilità .
Questa premessa per chiarire che delle tante chiavi di lettura, alle quali si presta questo libro, anche chi scrive non può che offrire la propria personalissima chiave.
In linea con la personale chiave di lettura è anche la scelta della strofa di "Xenia" di Montale, considerata lâemblema del dialogo che continua.
Se Roberto Cotroneo non avesse conosciuto Anna Palmieri, notissima libraia leccese, avrebbe scritto ugualmente Questo amore?
Eâ verosimile che personaggi come Anna ed Edo, i protagonisti del romanzo, abitassero da tempo la mente dellâautore, ma lâaver conosciuto la loro storia abbia stimolato il nostro a scriverne il romanzo.
Anna Palmieri e Roberto Cotroneo sono grandi amici, di unâamicizia nata e nutrita di letteratura. La considerazione che lei ha di lui è tale che ad ogni nuovo romanzo di Cotroneo, la disordinatissima vetrina a destra dellâingresso in libreria viene riordinata e dedicata completamente alla new entry.
Lâio narrante è Anna che, andando a ritroso con la memoria, racconta la storia del suo perduto amore o della perduta memoria del suo amore.
Anna dopo una breve ma intensa comunione di amorosi sensi si ritrova a convivere con la pregnante presenza di un assente, Edo calciatore- poeta conosciuto quando lui, colto ma senza licenza liceale, prende lezioni private di latino e greco da lei per poter fare gli esami da privatista.
Anna con Edo divide lâamore reciproco e quello per i libri tanto da regalarsi, per il matrimonio, una libreria "con lâinsegna color farmacia perché cura i dolori dellâesistenza", la storia si arresta quando lui muore in un incidente dâauto.
Qui finisce la storia di Anna Palmieri ed inizia la storia di Anna, di Edo, dellâamore, della letteratura, storia che si regge sulle parole più che sui fatti.
Il romanzo è infatti disseminato di citazioni nascoste tra le righe della trama. Autori di estrazioni lontane se non opposte si trovano, grazie alla maestria di Cotroneo, lâuno al fianco dellâaltro, a formare i pensieri di Anna diventando un compendio di tutta la letteratura europea del Novecento.
Eâ il caso di sottolineare il valido espediente di scrivere in prima persona. Il lettore si sente completamente assorbito dalla storia quasi si trovasse allâinterno del libro e lâio narrante stesse parlando solo a lui; anzi come se, preso per mano, seguisse passo passo Anna ed i suoi quesiti: "Come potrebbe Edo pensarmi se non riesce a ricordarmi? E come può tornare se non mi ricorda? Ed allora il ricordo è un modo del tornare?"
Il ricordo che alimenta Questo amore è totalizzante sino a far diventare lâassenza una presenza più pregnante della stessa presenza alimentata dal solo esserci.
Il non esserci, gestito dai ricordi diventa un esserci superando le inutili lacrimazioni della lontananza perché, questo continuo esercizio della memoria che fa Anna, supera il disagio dellâesistere senza, per proiettarsi in un luogo dove custodire tutti i ricordi.
Lâepica lotta tra eros e thanatos qui non ha storia, perché eros va ad occupare uno spazio da cui nessuno può smuoverlo, la memoria.
Ed è grazie alla memoria che si alimenta eros e grazie alla memoria di Anna che thanatos, in questo romanzo, non ha asilo perché "lâamore è capace di far vivere le assenze, di generare presenze", facendo diventare la morte solo un "non essere visto" ed il "non esserci una forma di presenza spesso più intensa della presenza stessa" .
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