Libri

CON IL QUOTIDIANO "IL GIORNALE" IL MONDO DEGLI ACETI SECONDO LUIGI CARICATO

Presentiamo in anteprima la premessa al volume "L'aceto", in uscita per mercoledi 17 agosto con il quotidiano "il Giornale". Si tratta di un'occasione utile per approfondire un alimento tanto utilizzato ma altrettanto poco conosciuto. Non è un vino "andato a male". Rivalutiamolo

23 luglio 2005 | T N

I libri sullo sconosciutissimo comparto degli aceti sono rari, ma ora si aprono al vasto pubblico dei consumatori e dei cultori di prodotto con il volume dal titolo L'aceto.

Il libro, a firma di Luigi Caricato, è in uscita in edicola per il 17 agosto prossimi, insieme con il quotidiano "il Giornale", al prezzo di 7,90 euro. Prenotalo al tuo edicolante.
Intanto, ai lettori di "Teatro Naturale" anticipiamo la premessa. Buona lettura




Premessa: UN VIAGGIO ALLA SCOPERTA DEGLI ACETI

Un libro sugli aceti è sempre il benvenuto. Il mercato editoriale non offre molti titoli sul tema, si presenta piuttosto scarno di testimonianze e documentazioni. Sono rari infatti i volumi scientifici di approfondimento e quelli a carattere divulgativo.
O si riducono a ricettari, con qualche sommaria indicazione sulle tecniche di produzione. O, nel caso di lavori scientifici, rientrano in ogni caso come singolo capitolo all’interno di un contesto ben più ampio. In libri scolastici o universitari di “Industrie agrarie” per esempio, dove le attenzioni si concentrano tuttavia soprattutto su vini, oli e prodotti lattiero caseari.

Questo lavoro, dalla scrittura divulgativa e dal facile approccio, intende presentarsi nella veste di un utile vademecum e colmare le lacune. Non sarà certo un libro completo ed esaustivo, vista la natura della collana e l’estrema poliedricità del pubblico a cui è rivolto, ma per quanti volessero scoprire un prodotto così largamente utilizzato ma di cui si sa ancora poco, si tratta senz’altro di un percorso agevolato, in grado di superare ogni possibile luogo comune sul tema.
La bibliografia sull'aceto è purtroppo così povera di testi da lasciare indispettiti. Come si può infatti utilizzare su vasta scala, e non solo per fini alimentari, un prodotto di cui nemmeno si parla e si scrive? Come mai un simile disinteresse? Forse perché la produzione di aceti fino a poco tempo avveniva in contesti di tipo prevalentemente casalingo? Oppure perché lo si considera prodotto minore, visto che per molti si tratta ancora di "un vino andato a male" e non di alimento con una propria storia e identità?

A parte la meritata fortuna guadagnata nel tempo dagli aceti balsamici, per quelli più comuni ottenuti dal vino o dalle mele pare non sia ancora giunto il momento di un coronamento popolare e di grande impatto mediatico. Nonostante si sia focalizzata in questi ultimi anni una certa attrattiva verso i cosiddetti “prodotti tipici” del territorio, per gli aceti sono tuttora mancate le qualificate attenzioni che si attendevano. Non tutti ne hanno percepito il segreto fascino che lo attraversa. Si avverte anzi una certa resistenza nell’attribuire un ruolo di primo piano. Forse perché lo si è ritenuto a torto un semplice condimento tra i tanti, privo di un suo valore specifico e caratterizzante.
Succede. E’ quanto è accaduto con l’olio extra vergine di oliva fino a qualche decennio fa. Ritenuto in maniera indebita un grasso e un condimento tra i tanti, oggi è diventato perfino un prodotto glamour, alla moda. Si tratta di accostarsi dunque agli aceti con un atteggiamento nuovo. Occorre un salto culturale che ne riabiliti il prestigio perduto. Questo approccio di valorizzazione è possibile sia attraverso la lettura di questo libro, sia affrontando la conoscenza diretta del prodotto con una degustazione attenta e meticolosa. Non tutti gli aceti sono uguali. E’ questo il messaggio da cogliere in primo luogo. Al di là delle varie tipologie merceologiche disponibili sugli scaffali, è indispensabile individuare tra i tanti aceti in commercio quelli maggiormente in grado di esprimere i più alti livelli qualitativi. La scelta non può avvenire considerando il solo fattore prezzo. Sono la bontà all’assaggio, oltre che il valore nutrizionale, i termini di riferimento cui prestare la massima attenzione.

Luigi Caricato

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