Italia

Gli spumanti italiani festeggiano un 2007 da record e si pongono nuovi ambiziosi obiettivi

Commercializzare 350 milioni di bottiglie entro il 2010, questo il traguardo per le bollicine Made in Italy. Intanto Russia, Cina e India trascinano l’export nei prime mesi del 2008

05 aprile 2008 | Giampietro Comolli

Con 300 milioni di bottiglie spedite, il 2007 diventa il secondo anno di tutti i tempi per la spumantistica italiana in termini di quantità. Inoltre fa registrare anche il primo record nazionale con il traguardo di 140milioni di bottiglie riservato ad una sola tipologia, il Prosecco Spumante fra doc e non-doc diventato così al mondo il quarto marchio in assoluto dopo Sekt per la Germania, Champagne per la Francia, Cava per la Spagna. Ma anche l’Asti docg nel 2007 ha ripreso a correre, soprattutto sul mercato interno con 19 milioni di bottiglie,oltre ai 60 milioni destinati all’estero.

In totale il mercato mondiale di bollicine italiane ottenute con il metodo charmat sfiora le 277 milioni di bottiglie,cui sommare i 22,5 milioni di metodo classico, per il 95% destinato al solo mercato interno. Al primo posto il vino Franciacorta con 8,3 milioni di bottiglie, seguito dal Trento con 7,7 milioni, con 2,0 milioni diverse docg e doc sparse per l’Italia da nord alle isole ( Oltrepo Pavese, Altalanga, Friuli e Altoadige in testa)infine altri 4,5 milioniVSQ,ovvero spumanti di qualità ( 20% del mercato totale) .

Per lo charmat, oltre alle 79 milioni di bottiglie di Asti docg e le 42 milioni di bottiglie di Prosecco doc Conegliano Valdobbiadene e Cartizze Superiore, si contano circa 98/100 milioni di Prosecco vitigno non-doc, oltre 20 milioni di bottiglie di vini spumeggianti docg e doc secchi e altre 36 milioni di bottiglie di vini spumanti dolci. Il primo dato che salta agli occhi è lo sviluppo di circa il100% negli ultimi quattro anni del Prosecco non-doc che ha sostituito i vini spumanti generici; il secondo fattore è la crescita esponenziale sui mercati esteri e sui nuovi mercati; terzo l’incremento del prezzo al consumo dei vini spumeggianti italiani all’estero che fa registrare un + 180% dal 2003 ad oggi. Questi i motivi che hanno permesso all’Asti e al Prosecco di superare in diversi mercati altri vini con le bollicine blasonati e noti, come gli Usa, la Svizzera e il Giappone. Con questi risultati il valore al consumo nel mondo dei nostri vini ha superato i 2,3 miliardi di Euro per 300 milioni di bottiglie,in 67 paesi.

Nonostante questi ottimi dati, le prime indagini e i primi sondaggi del 2008 sono estremamente discordanti e pongono qualche domanda.
Alcuni vini hanno aumentato dal 5 al 6% il prezzo all’origine – anche diviso in 2 trance – senza riscontrare nessun calo negli ordini. E’ il caso del Prosecco doc e del Cartizze Superiore, già oggi il vino spumeggiante italiano che registra nella Grande Distribuzione il prezzo più elevato, quasi simile agli Champagnes.
In Gran Bretagna – per esempio – gli ordini nei primi 2 mesi dell’anno sono cresciuti del 25% rispetto al 2007, in attesa della nuova tassa stabilita al consumo dal governo inglese e, nella grande distribuzione inglese, si registrano sempre più punti vendita con il prezzo di Asti e Prosecco superiore agli Champagnes. L’Inghilterra è il mercato europeo in maggiore sviluppo, seguito da Germania, Benelux, Svizzera e Russia.
Nel grande paese di Putin sta crescendo in modo esponenziale il consumo di tutti i prodotti made in Italy e soprattutto di vini spumanti, presenti in tutti i locali, dalle nascenti enoteche elitarie ai grandi locali di intrattenimento della capitale. Particolare la forte esportazione a San Pietroburgo, a Berlino e a Varsavia.
Ma il boom dei primi giorni dell’anno è riservato a India e Cina con incrementi di oltre il 50% rispetto gli stessi 2 mesi del 2007 che già avevano fatto segnare un record.
Evidentemente le missioni italiane all’estero di Vinitaly, la presenza a fiere e la organizzazione di eventi del Tricolore hanno contribuito a creare attesa sui nostri prodotti e le “bollicine” sono un ambasciatore di italianità, freschezza, modernità, gioventù.
Le caratteristiche – indicate dai consumatori stranieri – che rendono i nostri vini non antagonisti agli Champagnes ma definiti “diversi”, sono un vino spumeggiante da consumare quotidianamente come un vino tradizionale,come bevanda per ogni momento,a tavola e al pic-nic (tornato prepotentemente di moda) e non solo per le occasioni di festa e per i locali riservati e costosi.

Unico dato negativo riscontrato nell’indagine di inizio 2008 – e fotografa la situazione delle difficoltà generali delle famiglie italiane – è il calo ( anche del 15%) o la freddezza dei consumi nazionali nel fuori-casa, soprattutto nei ristoranti medio-alti. Buona la tenuta nazionale (+ 2% rispetto al 2007) per i bar e le mescite e buon incremento anche di richiesta per i catering domestici e non (+4%). In crescita ancora Franciacorta e Prosecco Valdobbiadene e la versione Rosè: non più solo moda, ma scelta condivisa a tavola per un abbinamento sempre azzeccato.

Fonte: Forum Spumanti d’Italia

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