Italia
Più certezze per gli operatori e le aziende della filiera della canapa industriale
La coltivazione e la commercializzazione della canapa, nella sua interezza comprensiva quindi delle infiorescenze, è lecita. Il Governo, consapevole delle preoccupazioni espresse dagli operatori, ha previsto una circolare che verrà diffusa con un'interpretazione autentica.
11 luglio 2025 | 09:00 | C. S.
In risposta a un'intterrogazione parlamentare il Ministro Lollobrigida ha voluto sottolineare che "il Governo non intende in alcun modo criminalizzare un intero settore, né tantomeno colpire indiscriminatamente migliaia di operatori economici che hanno sempre operato nella piena legalità."
Volontà dell'esecutivo è invece porre un argine a fenomeni distorsivi che nel tempo hanno sfruttato una situazione di incertezza normativa per alimentare condotte commerciali ai margini della legalità, certamente non coerenti con lo spirito e la lettura della legge 2 dicembre 2016 numero 242 che aveva quale sua finalità il sostegno alla coltivazione della canapa e la promozione della relativa filiera agroindustriale.
L'intervento legislativo è motivato prioritariamente da ragioni di tutela della salute pubblica e della sicurezza al fine di evitare che l'assunzione delle inflorescenze possa favorire, attraverso alterazione dello stato psicofisico del soggetto assuntore, comportamenti che spongono a rischio la sicurezza e l'incolumità pubblica, ovvero la sicurezza stradale, conformemente a quanto raccomandato dal Consiglio Superiore di Sanità nel parere 2024 e dal Comitato Nazionale per la Biosicurezza, le biotecnologie e le scienze della vita in data 4-12-2023.
Con questo obiettivo e nella piena consapevolezza della rilevanza del comparto della canapa industriale, il Governo è intervenuto con l'articolo 18 del decreto. La norma si limita a ribadire il divieto già esistente nell'ambito dell'ordinamento giuridico italiano di commercializzazione sotto ogni forma delle infiorescenze della canapa. ossia delle sommità fiorite e fruttifere della pianta di canapa, separate dal resto della pianta, anche se coltivata ai sensi della legge già citata 2 dicembre 2016 numero 242, nonché dei prodotti contenenti o costituiti da tali infiorescenze, comprete, estratti, resine e oli da esse derivati.
Va sottolineato che la coltivazione e la commercializzazione della pianta, nella sua interezza comprensiva quindi delle infiorescenze, è lecita e resta consentita per le finalità previste dalla legge. Al contrario, la commercializzazione autonoma delle sole inflorescenze separate dalla pianta è sottratta, e lo è sempre stata, al perimetro della liceità fissato dalla legge 2 dicembre 2016. In questo senso, del resto, prima dell'intervento legislativo, si erano già espresse le sezioni unite della Corte di Cassazione Penale, con una sentenza del 2019, cui il Governo ha inteso dar seguito proprio con un intervento normativo.
Non risultano, quindi, effetti negativi diretti per le imprese agricole che operano rispetto della legalità. A questo proposito, però, il Governo, consapevole delle preoccupazioni espresse dagli operatori, ha previsto una circolare che verrà diffusa con un'interpretazione autentica.
Con chiarezza, collega Magi, però, voglio affermare che sosterremo in ogni modo il settore agricolo-industriale legato alla produzione della cannabis, contrastando nei limiti di legge qualsiasi cultura antiproibizionista.
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