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Nuovo disciplinare di produzione per il vino Orvieto Doc

Nuovo disciplinare di produzione per il vino Orvieto Doc

Sarà possibile produrre Orvieto Doc con gradazione alcolica minima di 10 gradi. La nuova possibilità rappresenta una risposta concreta all’evoluzione del clima, dei consumi e dei mercati

08 luglio 2025 | 15:00 | C. S.

Il Consorzio Tutela Vini di Orvieto annuncia un passaggio storico per la denominazione: con l’approvazione definitiva del nuovo disciplinare da parte del Ministero dell’Agricoltura, della
Sovranità Alimentare e delle Foreste (Masaf), sarà ora possibile produrre Orvieto Doc con gradazione alcolica minima di 10 gradi.
La modifica ordinaria è stata già pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana (n. 111 del 15 maggio 2025) ed è in attesa dell’ultimo passaggio formale a livello comunitario, che ne sancirà la piena efficacia.

L’iniziativa è nata nel contesto della modifica temporanea del disciplinare, introdotta per far fronte a mutate condizioni climatiche per la vendemmia 2024, e si è configurata come un’opportunità per rinnovare e valorizzare l’identità della Denominazione Orvieto Doc.
Non si tratta più solo di una sperimentazione tecnica: i primi due vini a bassa gradazione (annata 2024) – 10 e 10,5 gradi – sono stati prodotti da due aziende consorziate e sono attualmente sul mercato.
La produzione verrà confermata anche con la vendemmia 2025, segno che il progetto ha già dato risultati concreti, in termini sia qualitativi che commerciali.
La nuova possibilità rappresenta una risposta concreta all’evoluzione del clima, dei consumi e dei mercati. Con questa iniziativa, l’Orvieto Doc si proietta nel futuro senza rinunciare alla propria identità storica, scegliendo di affiancare ai vini più strutturati e tradizionali anche versioni più fresche, leggere e contemporanee.
Il progetto tecnico alla base dei primi due vini è stato guidato da tre figure di riferimento per l’enologia orvietana e nazionale:
• Pier Paolo Chiasso (società Chiasso Cotarella)
• Paolo Nardo (Gruppo Italiano Vini),
• Massimiliano Pasquini (Castello della Sala – Marchesi Antinori),
affiancati dal produttore Enzo Barbi (Decugnano dei Barbi), storico interprete della Doc e protagonista del rinnovamento del territorio.
Il gruppo di enologi ha presentato nei giorni scorsi i nuovi campioni alla base associativa del Consorzio Tutela Vini di Orvieto, con l’intento di dimostrare come un’esigenza contingente possa tradursi in un’opportunità concreta. L’iniziativa, oltre a testimoniare un significativo spirito di coesione all’interno della denominazione, ha portato alla luce due vini dal profilo sorprendente: interpretazioni inedite, capaci di coniugare innovazione e coerenza stilistica, che aprono nuove prospettive.
Nel corso della riunione consortile, i soci hanno potuto degustare alla cieca i due nuovi vini, già imbottigliati, riscontrando un equilibrio aromatico e gustativo sorprendente, unito a una riconoscibilità territoriale ben preservata.
Il presidente del Consorzio Vincenzo Cecci ha commentato: “Dall’adattamento climatico nasce un’idea di valore. Con la modifica al disciplinare e la concreta messa in commercio dei primi Orvieto Doc a bassa gradazione, offriamo al mercato una risposta reale: vini più moderni, più leggeri, ma profondamente radicati nel nostro territorio”.
Anche il presidente della Commissione tecnica scientifica Riccardo Cotarella ha sottolineato il carattere innovativo dell’operazione: “Questo risultato dimostra che un vino può rimanere identitario e di qualità anche con un grado alcolico più contenuto. Siamo i primi in Italia a fare questo passo in ambito Doc, e lo facciamo con coerenza e consapevolezza tecnica”.

L’Orvieto Doc si fa laboratorio d’innovazione

Con questa svolta, il Consorzio Tutela Vini di Orvieto si posiziona come apripista in Italia per una denominazione d’origine a basso grado alcolico, un tema che sarà sempre più strategico nei prossimi anni.
Per accompagnare e approfondire questa evoluzione, il Consorzio ha presentato anche una domanda di sostegno al Masaf per un progetto di ricerca scientifica, in collaborazione con il mondo accademico e gli istituti di sperimentazione. L’obiettivo è avviare un percorso multidisciplinare che tocchi aspetti enologici, agronomici, normativi e di comunicazione, per
valorizzare al massimo le nuove potenzialità dell’Orvieto Doc

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