Italia
Olivo bianco: una speranza per il futuro anche in carcere
La Leucocarpa è chiamato anche Olivo Bianco o Olivo della Madonna, per via dei frutti bianchi. Ora viene piantumato nelle parocchie calabresi ed è una speranza anche in carcere
30 ottobre 2024 | 14:00 | C. S.
Negli ultimi due anni, l'olivo bianco è stato piantato parrocchie calabresi con l’aiuto di detenuti opportunamente formati nelle tecniche del giardinaggio, e ora anche all’interno degli istituti di pena del territorio.
Il progetto è partito da Cosenza ed è stato fortemente sostenuto dall’arcidiocesi: “Imparare a prendersi cura di qualcosa, come una pianta, per i detenuti va oltre la formazione professionale – sottolinea don Michele Fortino, vicario generale dell’arcidiocesi di Cosenza-Bisignano – è metafora del prendersi cura dell’altro, del prossimo, ma ancora prima del prendersi cura di sé e del proprio futuro, che in carcere va curato e preparato fino a quando inizierà, al termine della detenzione. Perciò questo progetto fa anche da ponte tra dentro e fuori”.
Per la piantumazione all’interno degli istituti, i detenuti selezionati hanno dovuto seguire un corso professionale di potatura, innesto e coltivazione di questa varietà, che in questo modo è stata salvata dalla sparizione, di fatto formandosi per un lavoro che potrebbe avere un seguito una volta usciti dal carcere: uno di quei ponti tra dentro e fuori di cui spesso parla Papa Francesco.
“Bisogna creare relazioni – prosegue don Michele Fortino – il carcere non è un mondo a sé, un mondo altro, ma fa parte di questo mondo, bisogna abbattere il pregiudizio”. Un progetto, quindi, a metà strada tra il sociale e lo spirituale, dietro al quale c’è anche un obiettivo pastorale: “I cappellani sono le figure deputate a parlare di fede in carcere con i detenuti, lo fanno da sempre e lo fanno bene – conclude il vicario generale – la loro attenzione all’ascolto dell’uomo che c’è oltre il reato è la priorità e viene offerta a tutti, non solo ai cristiani”.
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