Italia
Le frodi sull’olio di oliva in mostra al G7 Agricoltura
Dai 9000 litri di olio deodorato smascherato dai Carabinieri fino al maxi sequestro della Guardia di Finanza di olio di girasole spacciato per extravergine. Le confezioni incriminate negli stand di Ortigia durante il G7 Agricoltura
02 ottobre 2024 | Alberto Grimelli
Nel corso del G7 Agricoltura di Ortigia sono stati molti gli appuntamenti interessanti che hanno interessato il comparto olivicolo.
Presentazioni e convegni ma anche esposizioni di olio extravergine di oliva contraffatto.
Due gli stand da visitare per chi voleva farsi un’idea sul fenomeno e sulle attività delle forze dell’ordine.
Il primo era presso lo spazio del Ministero delle politiche agricole e della sovranità alimentare. Accanto al desk del Nucleo Agroalimentare dei Carabinieri una vetrinetta con esposte un paio di bottiglie di olio contraffatto. Si tratta, in questo caso, di memoria storica in quanto l’operazione risale al 2011 quando furono scoperti e sequestrati 9000 litri di olio deodorato a un’azienda di Forlì.

Pura curiosità, quindi, potersi avvicinare a un campione oggetto anni fa di un’indagine che fece scalpore, poiché fu il primo sequestro di olio deodorato in Italia. Praticamente un reperto storico.
Interessante e istruttiva la visita allo stand della Guardia di Finanza, nell’area portuale di Ortigia. Qui erano ben in vista alcune bottiglie di olio, prevalentemente in PET, con alcuni marchi in bella vista. Anche in questo caso si trattava di olio contraffatto, una miscela di olio di semi di girasole con sostanze coloranti, quali la clorofilla ed il betacarotene. La cisterna da 1000 litri per l’olio è stata sequestrata, come pure 100 mila etichette contraffatte, non solo di olio ma anche di noti brand di Champagne.

L’operazione, in questo caso, è molto più recente, risalendo alla vigilia delle scorse vacanze natalizie (23/12/2023). In questo caso i noti marchi esposti erano la parte lesa perché le etichette contraffatte ricalcavano, in tutto e per tutto, le originali.
In questa occasione abbiamo incontrato anche il Tenente Colonnello Antonio De Cristoforo che ci ha anche illustrato uno strumento, il SIAC, che festeggia i dieci anni nel 2024 ma è sicuramente poco noto ai più, ivi compresi gli imprenditori che potrebbero avvantaggiarsene.
Nel Sistema Informativo Anti-Contraffazione confluiscono i dati degli interventi della Guardia di Finanza e le aziende possono iscriversi gratuitamente.
Grazie a questo sistema, una volta inserite tutte le specifiche del proprio prodotto, l’azienda aiuta gli operatori della Guardia di Finanza a riconoscere il falso. Se, per esempio, indicassimo nel SIAC che produciamo solo bottiglie di vetro e un agente ne trovasse una in PET, potrebbe più agevolmente procedere al sequestro.
Il SIAC permette inoltre di accedere alle statistiche sui sequestri dei beni con il brand aziendale contraffatto ma anche di avere un canale preferenziale con la Guardia di Finanza per segnalare eventuali fenomeni di pirateria e di contraffazioni ai danni dell’impresa registrata.
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