Italia
La produzione di olio di oliva italiano a 208 mila tonnellate
Si tratta del terzo dato più basso di sempre per l'olio di oliva italiano. La produzione in calo drastico al sud mentre recupera al centro-nord. Dimezzata la produzione di extra vergine in Puglia
28 novembre 2022 | C. S.
Le stime produttive elaborate da Ismea in collaborazione con Italia Olivicola e Unaprol indicano una flessione del 37% per la campagna 2022-23
Oltre 120 mila tonnellate di olio di oliva italiano in meno rispetto alla scorsa campagna, una flessione produttiva del 37% che, se confermata, potrebbe far retrocedere l'Italia dalla seconda alla terza posizione tra i principali produttori mondiali. È quanto emerge dalle stime elaborate dall'ISMEA in collaborazione con Italia Olivicola e Unaprol, sulla base dell'ultima ricognizione effettuata agli inizi di novembre che colloca la produzione della campagna 2022/23 a 208 mila tonnellate.
Pessimistiche sono anche le attese sulle disponibilità mondiali, con la previsione di un calo della produzione iberica compreso tra il -30 % e il -50%. Tra i primi Paesi produttori si stima che solo la Grecia possa superare i livelli dello scorso anno portandosi sopra le 300 mila tonnellate, mentre fuori dai confini comunitari si profila anche per Tunisia un'annata di scarica, con una riduzione intorno al 25%.
Ad influire sulla produzione italiana sono stati i problemi climatici, in primis la lunga siccità e le alte temperature estive, che hanno reso faticoso lo sviluppo vegetativo degli oliveti, ma anche il fatto che in molte aree a più alta vocazione olivicola la raccolta appena iniziata era già da considerare di scarica seguendo il naturale calendario dell'alternanza. In generale, comunque, la lunga siccità ha evitato il proliferare di attacchi e questo ha permesso a molte aree del Paese di ottenere livelli qualitativi più alti della norma.

La produzione di olio di oliva italiano nel 2022
La stima produttiva realizzata sulle base di osservazioni fatte agli inizi di novembre conferma le pessimistiche aspettative già espresse nei mesi scorsi e colloca la produzione della campagna 2022/23 a 208 mila tonnellate, il 37% in meno rispetto alla campagna precedente. Tutto questo in una situazione di generalizzato aumento dei prezzi dei fattori produttivi che ha messo in grande agitazione il mondo produttivo non solo olivicolo. Intanto crescono anche i prezzi alla produzione, sostenuti oltre che dall’aumento dei costi e dalla scarsa produzione nazionale, anche da una situazione internazionale che vede una drastica flessione delle produzioni spagnole, che oscilla al momento tra il -30 e il -50% e che condizionerà le disponibilità mondiali. Tra i primi Paesi produttori si stima che solo la Grecia possa superare i livelli produttivi dello scorso anno portandosi sopra le 300 mila tonnellate, volume che le permetterebbe di superare l’Italia e di essere per quest’anno il secondo produttore mondiale. Fuori dai confini comunitari anche per la Tunisia si profila un’annata di scarica con una flessione intorno al -25%.
Per la Puglia che da sola rappresenta il 50% della produzione nazionale, Ismea stima una produzione più che dimezzata (-52%), in un contesto negativo anche per la Sicilia (-25%), Calabria (-42%) e, più in generale, per l'intero Meridione. L'annata si profila invece complessivamente positiva nel Centro Italia, dove si prevede un incremento produttivo nel Lazio (+17%), Toscana (+27%) e Umbria (+27%), a fronte di una flessione nelle Marche (-25%). Per le regioni del Nord, dopo le drammatiche riduzioni dello scorso anno, l'annata di carica si presenta bene anche se non ai livelli attesi prima della grande siccità estiva. Il recupero della Liguria (+27%) non basta infatti a considerare questa una buona annata.
Con la raccolta appena iniziata nelle aree più produttive del Paese, la cautela è, come sempre, d'obbligo poiché a pesare saranno anche le rese in olio. Al momento l'impressione è che la raccolta procederà con un calendario più serrato rispetto alla norma per evitare danni ulteriori causati dalle malattie che hanno cominciato a presentarsi puntuali con il cambio di clima e la relativa umidità.
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