Italia

L'investimento in sostenibilità convince le aziende agricole italiane

L'investimento in sostenibilità convince le aziende agricole italiane

La maggior parte delle aziende dichiara di aver investito su conservazione delle risorse naturali e su riduzione degli input produttivi da più di cinque anni, come scelta strategica

25 ottobre 2021 | C. S.

Foto di David Mark Attenzione alla conservazione delle risorse naturali e alla riduzione dei fattori produttivi, ma anche un forte interesse per un parco macchine moderne a zero emissioni e per lo sviluppo di nuovi impianti per la valorizzazione energetica delle biomasse di origine agricola. È la ricetta per gli investimenti “green” delle aziende agricole italiane che, intervistate dall’Istituto di Scienze e Tecnologie per l’Energia e la Mobilità Sostenibili del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr Stems) in collaborazione con il Dipartimento di scienze della formazione (Dsf) dell’Università degli studi Roma Tre, L’Informatore Agrario e FederUnacoma hanno dichiarato in quasi la metà dei casi (46%) di essere disposte a investire più di 10mila euro per limitare l’impatto della propria attività agricola sull’ambiente e sul clima, con un 7,4% del campione pronto a spendere più di 100mila euro. Secondo i risultati l’indagine, presentata oggi a Eima International e realizzata su un campione rappresentativo di 456 conduttori di aziende agricole e agromeccanici, la disponibilità alla spesa è influenzata soprattutto dalle dimensioni (circa tre quarti delle aziende disposte a spendere più di 50 mila euro sono medio-grandi, sopra i 20 ha) e dall’orientamento produttivo dell’impresa, con una propensione all’investimento molto più elevata nei settori, come quello zootecnico, in cui il problema dell’inquinamento è particolarmente sentito, o in filiere in cui l’adozione di pratiche sostenibili nella produzione rappresenta un driver anche per il mercato: non è un caso che almeno un’azienda orto-florovivaistica su dieci (13,7%) dichiari una soglia di spesa superiore ai 100mila euro.

Ad oggi, la maggior parte delle aziende dichiara di aver investito prevalentemente sulla conservazione delle risorse naturali e sulla riduzione degli input produttivi: quasi il 40% degli intervistati ha adottato soluzioni agronomiche e tecnologiche volte al risparmio idrico, mentre sono più della metà (55%) quelli che si sono impegnati per ottimizzare l’utilizzo dei fattori di produzione (ad esempio fertilizzanti, fitofarmaci, sementi). Per Antonio Boschetti, direttore de L’Informatore Agrario: “La grande maggioranza delle aziende che utilizzano queste pratiche lo fa da più di 5 anni, spinta da opportunità di carattere economico e da considerazioni di efficienza produttiva. Registriamo però, come effetto della spinta propulsiva del Green Deal, un aumentato interesse per le tecniche e le tecnologie volte alla riduzione di emissioni e per la produzione di energia rinnovabile da biomasse agricole, con una propensione all’adozione nel breve/medio termine rispettivamente del 59% e 47%”. A manifestare particolare interesse nell’ambito dell’energia rinnovabile da biomassa agricola, i settori zootecnico, cerealicolo e orto-florovivaistico, tra quelli più coinvolti nella produzione di energia tramite impianti di digestione anaerobica. In questo quadro, particolare attenzione è riservata ai futuri stanziamenti per il comparto agricolo del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), che assegnano 1,92 miliardi di euro proprio allo sviluppo delle produzioni e delle tecnologie inerenti al biogas e al biometano.

“La transizione ecologica dell’economia è una richiesta dei cittadini europei - ha dichiarato l’europarlamentare Paolo De Castro - e pure l’agricoltura dovrà impegnarsi per ridurre il proprio impatto ambientale anche se - ha sottolineato - ad oggi è responsabile solo del 10% delle emissioni di anidride carbonica dell’UE”.

I risultati dell’indagine sono stati illustrati nel corso del convegno “Investimenti «green», l’orientamento delle aziende agricole e dei contoterzisti” che si è svolto oggi a Eima International con gli interventi di Eugenio Cavallo e Giorgia Bagagiolo (CNR-Stems), Federica Caffaro (Università degli studi Roma Tre), Paolo De Castro (Commissione agricoltura del Parlamento europeo), Alessandro Malavolti (FederUnacoma), Roberto Rinaldin (Federacma) e Gianni Dalla Bernardina (CAI).

Potrebbero interessarti

Italia

Mario Terrasi confermato Presidente del Consorzio IGP Sicilia

Due Vice Presidenti di alto profilo, espressione delle diverse anime della filiera: Pietro Pipotone, nominato Vice Presidente in rappresentanza dei molitori e Salvatore Cutrera nominato Vice Presidente in rappresentanza dei confezionatori

20 febbraio 2026 | 14:45

Italia

Sol d'Oro: dalle eliminatorie alle finali, un percorso che vivremo insieme

Il concorso rappresenta come sempre l’anteprima di Sol Expo il salone internazionale dell’olio d’oliva che ogni anno si tiene a Verona. Sono 315 i campioni di extravergine provenienti dalle parti più disparate del mondo

20 febbraio 2026 | 13:00

Italia

L’olivicoltura guarda al futuro con il progetto Oliveto Smart

Al centro del dibattito, durante le giornate di Feriagricola, una gestione moderna dell’oliveto, fondata su potatura razionale, irrigazione di precisione e strumenti digitali a supporto delle decisioni agronomiche.

18 febbraio 2026 | 14:00

Italia

Al via l’eradicazione dei mandorli abbandonati in Puglia contro Xylella

L’EFSA ha inserito il mandorlo tra le specie con la più elevata suscettibilità a Xylella fastidiosa e ha evidenziato che le piante ospiti presenti entro 400 metri dai confini delle zone infette sono esposte a un rischio di infezione elevato

18 febbraio 2026 | 11:00

Italia

La multifunzionalità del vino punta a turismo e sostenibilità

Innovazione, tradizione familiare e sostenibilità: il modello del Vino Nobile di Montepulciano per un turismo esperienziale di successo secondo lo studio del Santa Chiara Lab. Oltre l’80% delle cantine a Montepulciano è guidata da una famiglia garantendo continuità a qualità e sostenibilità

17 febbraio 2026 | 11:00

Italia

Il Consorzio DOC Delle Venezie plaude al pacchetto Ue per il vino

Particolarmente importante risulta il rafforzamento della promozione nei mercati dei paesi terzi così come degli investimenti legati all’enoturismo e la maggiore dotazione finanziaria utile per contrastare i cambiamenti climatici

15 febbraio 2026 | 09:00