Italia

Firmato il decreto sui nuovi programmi di sostegno al comparto olivico-oleario nazionale

I programmi nazionali si concluderanno entro il 31 dicembre 2022, potranno contare su una dotazione di 69,2 milioni di euro di cui 34,59 milioni quale contributo comunitario

15 febbraio 2021 | C. S.

Dopo aver raggiunto l'intesa nell'ultima seduta della Conferenza Stato-Regioni, il Presidente nonché ministro ad interim Giuseppe Conte ha firmato il decreto del Ministero delle Politiche Agricole "Disposizioni nazionali concernenti i programmi di sostegno al settore dell'olio di oliva e delle olive da tavola" per il periodo transitorio in vista della nuova PAC. Ad annunciarlo il sottosegretario alle Politiche Agricole Giuseppe L'Abbate.
I programmi, che partiranno il prossimo 1° aprile e si concluderanno entro il 31 dicembre 2022, potranno contare su una dotazione complessiva pari a 69,2 milioni di euro di cui 34,59 milioni quale contributo comunitario.

Di tale plafond almeno il 20per cento potrà essere utilizzato per interventi sul miglioramento dell'impatto ambientale dell'olivicoltura, almeno il 30% destinato al miglioramento della qualità della produzione e almeno il 15% per interventi sul sistema della tracciabilità, della certificazione e della tutela della qualità dell'olio di oliva e delle olive da tavola, in particolare il controllo degli olii venduti ai consumatori finali.

"Ringrazio il ministro ad interim Conte: con la firma del decreto poniamo le basi per l'avvio della nuova programmazione di sostegno al comparto olivicolo-oleario per il prossimo biennio che ci traghetterà nella nuova PAC - dichiara il Sottosegretario alle Politiche Agricole, Giuseppe L'Abbate, che ha partecipato per il Mipaaf alla Conferenza Stato-Regioni - Un uso sapiente delle risorse da parte delle Organizzazioni dei Produttori e delle loro associazioni nazionali potrà permettere al comparto di innovarsi in maniera adeguata per le nuove sfide che lo attendono, oltre il difficile periodo delle chiusure all'Ho.re.ca legate alla pandemia Covid-19 che hanno inevitabilmente avuto ricadute negative sulle vendite".

Per interventi sul miglioramento dell'impatto ambientale dell'olivicoltura si intendono le operazioni di mantenimento degli oliveti ad alto valore ambientale e paesaggistico e a rischio abbandono, ubicati per lo più in aree dalla situazione orografica difficile, l'elaborazione di buone pratiche agricole per l'olivicoltura basate sui criteri ambientali adattati alle condizioni locali nonché loro diffusione e monitoraggio, la dimostrazione pratica di tecniche alternative all'impiego di prodotti chimici per la lotta alla mosca dell'olivo e di tecniche olivicole finalizzate alla protezione dell'ambiente e al mantenimento del paesaggio quali la coltivazione biologica, la coltivazione a bassi consumi intermedi, la protezione del suolo limitando l'erosione o la coltivazione integrata nonché le iniziative per la protezione delle varietà rustiche e delle varietà a rischio estinzione. Gli interventi per il miglioramento della competitività dell'olivicoltura attraverso la modernizzazione saranno tesi all'innovazione dei sistemi di irrigazione e delle tecniche colturali con introduzione di sistemi digitalizzati, la sostituzione degli olivi poco produttivi con nuovi olivi, la formazione dei produttori sulle nuove tecniche colturali e le iniziative di formazione e comunicazione. Sulla qualità della produzione, gli interventi mireranno al miglioramento delle condizioni di coltivazione, raccolta e magazzinaggio delle olive prima della trasformazione e connessa assistenza tecnica, al miglioramento varietale degli oliveti e alla valorizzazione dei residui della produzione, all'assistenza tecnica all'industria di trasformazione oleicola, alla costituzione e miglioramento dei laboratori di analisi delle caratteristiche organolettiche e fisico-chimiche degli olivi di oliva vergini nonché alla formazione di panel di assaggiatori per l'analisi sensoriale. Infine, saranno finanziati interventi per la progettazione e la realizzazione di sistemi di tracciabilità di filiera certificati, la realizzazione e la applicazione pratica di sistemi di certificazione volontaria della qualità basati su un sistema di analisi del rischio e di punti critici di controllo nonché la progettazione, realizzazione e gestione di sistemi di controllo del rispetto delle norme di autenticità, qualità e commercializzazione dell'olio di oliva e delle olive da mensa immessi sul mercato.

Sull'articolo 2, comma 2, seconda parte, il Ministero delle Politiche Agricole ribadisce che si è inteso dare priorità ai programmi presentati in forma aggregata tramite le AOP (associazioni di organizzazioni dei produttori), al fine di facilitare un sistema di certificazione unitario della sostenibilità della filiera olivicola, in attesa dell'emanazione del decreto ministeriale citato nello stesso comma che estenderà alla filiera olivicola il sistema di certificazione delle varie fasi del processo produttivo del comparto.

Come precisato all'articolo 3, comma 1, lettera c), la priorità viene concessa alle AOP garantendo loro almeno il 50% delle risorse disponibili per la misura 5 (tracciabilità, certificazione e tutela della qualità dell'olio di oliva e delle olive da tavola).

Tale ripartizione garantisce il completo utilizzo delle risorse in quanto se le OP che presentano il programma singolarmente non dovessero utilizzare l'intero plafond a loro disposizione, le risorse che residuano potranno essere trasferite alle AOP fino alla concorrenza del 50%.

Per quanto riguarda le modalità di ripartizione delle somme, verranno applicati i 4 criteri previsti all'articolo 6, comma 4, lettere a), b), c) e d), concernenti, rispettivamente, il numero di produttori ardenti, la superficie olivetata, il punteggio attribuito al programma e il valore del prodotto ceduto o conferito dai soci delle OP e da esse commercializzato.

Agli esiti dell'applicazione dei predetti parametri, all'organizzazione beneficiaria con una rappresentatività e un punteggio superiori saranno assegnate risorse proporzionalmente maggiori, ma senza che alcuna organizzazione beneficiaria venga esclusa dall'accesso alla misura.

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