Italia
Una doppia magnum di Romanée Conti Grand Cru 1990 a 100 mila euro
Battuto ogni record in un'asta nazionale. Incredibile successo in particolare per i vini italiani, con Piemonte e Toscana in testa, le cui quotazioni hanno ormai raggiunto quelle dei vini francesi
30 novembre 2020 | C. S.
Centomila euro, inclusi diritti, è la cifra record a cui è stata acquistata una doppia magnum di Romanée Conti Grand Cru 1990 in occasione dell’asta di Vini pregiati e distillati di Aste Bolaffi. È la bottiglia singola più cara mai venduta in Italia.
“Un lotto introvabile, considerando che il cru più celebre di questo Domaine è molto raro di per sé nel formato normale e che di doppie magnum in Italia se ne importa una ogni decade. Il 1990 è un’annata particolarmente prestigiosa”, ha commentato l’amministratore delegato di Aste Bolaffi, Filippo Bolaffi.
La vendita è finita, dopo undici ore di fila, con un risultato totale di 835.000 euro, il 99% dei lotti venduti e oltre 480 partecipanti da tutto il mondo: un vero e proprio “record di entusiasmo” con decine di offerte su ogni singolo lotto che hanno più che raddoppiato le basi d’asta. Incredibile successo in particolare per i vini italiani, con Piemonte e Toscana in testa, le cui quotazioni hanno ormai raggiunto quelle dei vini francesi.
Sul podio dei migliori risultati figurano anche un Barolo Monfortino Riserva del 1955 nello storico formato quarto di Brenta (13,05 litri) salito fino a 20.000 euro e una bottiglia di Romanée-Conti Grand Cru del 2004 venduta a 15.000 euro.
"Il complicato 2020 per noi di Aste Bolaffi sarà ricordato (anche) come un’ottima annata per le aste dei vini. Mai abbiamo avuto così tanta richiesta come quest’anno, lo dimostra lo straordinario successo delle quattro aste organizzate, due delle quali in pieno lockdown primaverile. Con i ristoranti chiusi e l’isolamento in casa, notiamo che i collezionisti e gli amanti del vino non rinunciano alla loro passione e anzi sembrano coltivarla sempre più, investendo in grandi bottiglie oppure “consolandosi” bevendole", ha concluso Filippo Bolaffi.
Potrebbero interessarti
Italia
Fiocco Verde per Masoni Becciu, l’eccellenza biologica dell’olio sardo
A Villacidro, nel Sud Sardegna, Valentina Deidda e Nicola Solinas portano avanti una realtà olivicola specializzata nell’extravergine biologico, valorizzando le cultivar locali e conquistando importanti riconoscimenti nazionali e internazionali
20 ottobre 2026 | 18:30
Italia
Fiocco Verde per Frantoio Decimi, innovazione e identità umbra nel segno dell’extravergine
A Bettona, nel cuore dell’Umbria, la famiglia Decimi unisce cura degli oliveti, ricerca tecnologica e attenzione alla qualità. Una produzione di extravergini identitari, valorizzata anche attraverso degustazioni e percorsi di oleoturismo
20 ottobre 2026 | 18:00
Italia
Il limone siciliano nato dalla crisi della viticoltura. Dalla Piana di Bagheria un nuovo Presidio Slow Food
Un secolo e mezzo fa l’arrivo della fillossera costrinse a estirpare le viti e ad avviare l’agrumicoltura, diventata “l’oro verde” di quest’angolo di Sicilia grazie a una tecnica di forzatura che assicura il raccolto in piena estate
20 ottobre 2026 | 17:00
Italia
Olive senza tracciabilità, sequestro in un frantoio
I Carabinieri del Reparto Tutela Agroalimentare, insieme ai militari dell’Arma e al personale dell’Asl Salerno, hanno disposto il blocco ufficiale di un ingente quantitativo di olive e prodotti oleari. Contestate al titolare violazioni amministrative per diverse migliaia di euro
20 ottobre 2026 | 16:56
Italia
La filiera italiana dell'olio di oliva sull'orlo della crisi con prezzi giù del 50%. Lollobrigida che fa?
La deputata dem Simona Bonafè ha presentato un'interpellanza urgente al Ministro dell'Agricoltura Lollobrigida. I produttori chiedono l'attivazione dell'ammasso privato in Europa, risorse nazionali per la campagna 2026/27 e un giro di vite su controlli e tracciabilità per fermare le frodi e le importazioni a basso costo
20 ottobre 2026 | 15:25
Italia
L'enoturismo leva per il Chiaretto e il Bardolino
Germania, Paesi Bassi, Francia, Regno Unito, Scandinavia, Stati Uniti, Canada e Giappone sono le principali destinazioni dei due vini del Lago di Garda. Un export che vale il 60% del giro d’affari che combacia perlopiù con i Paesi di provenienza dei milioni di turisti
20 ottobre 2026 | 10:00