Italia

Il mondo del vino, col fiato sospeso, spera nell'estate

Torna il segno meno nelle vedite in Italia ed è così che le cantine sperano di recuperare con i turisti enoappassionati. Il 17% del loro budget per le ferie è infatti destinato all'acquisto di vino

11 giugno 2011 | Ernesto Vania

Le cantine italiane tornano in rosso, almeno per quanto riguarda le vendite in Italia.

In base alle rilevazioni Ismea, infatti, il calo nel primo trimestre del 2011 è stto molto sensibile: -6,3%.

Un calo ancor più pesante di quello registrato nello stesso periodo nel 2010, quando rimase ben al di sotto dei cinque punti percentuali.

L'Istituto sottolinea come vi possa essere stato un “effetto Pasqua”, arrivata quest'anno molto tardi, a fine aprile, con la conseguenza che le vendite di questo periodo, tradizionalmente favorevole, non sono state registrate.

Si spera quindi ai dati del II trimestre per un riequilibrio.

Gli italiani, comunque, scelgono vini sempre meno cari, con una tendenza all'invesrione del vino di qualità che comincia a preoccupare gli operatori. Infatti sono stati proprio i Doc e Docg ad essere stati maggiormente penalizzati, con diminuzioni sensibili dei prezzi, a fronte di una sostanziale stabilità di quelli Igt. Addirittura pare che le quotazioni di tali due categorie si stiano omogeneizzando, fatto che probabilmente spingerà sempre più cantine verso gli Igt.

Si “salvano” solo gli spumanti il cui calo è leggermente più contenuto (-5,9%).

Nel complesso le cantine italiane devono sperare in una ripresa dovuta soprattutto agli eno-appassionati durante le prossime ferie estive.

Secondo un'indagine di Città del Vino, infatti, questi vacanzieri amano il buon vino, mangiare bene, acquistare golosità tipiche del territorio e sono decisamente più "spendaccioni" della media: quando vanno in vacanza gli eno-turisti spendono 193 euro al giorno, contro i 90 euro della media nazionale.

Secondo la ricerca "Le fasce di reddito e la capacità di spesa del turista enogastronomico in Italia ed in Europa" di Mara Manente - direttore del Ciset (Centro Internazionale di Studi sull'Economia Turistica) e docente di Economia del Turismo all'Universita' Ca' Foscari di Venezia - quella del turista amante del wine & food è una delle tipologie più interessanti del settore, grazie ai suoi tassi di crescita superiori alla media: la loro spesa media procapite giornaliera supera notevolmente la spesa media nazionale (193 euro contro 90), ed cosi' suddivisa: per il 16,8% e' destinata all'acquisto di vino, per il 12,7% a quello di prodotti alimentari tipici, per il 10% a prodotti di artigianato locale, per il 20,8% alla ristorazione e per il 31,5% all'alloggio.

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