Italia

All’origine della qualità, un percorso polisensoriale

Grande successo agli incontri di degustazione. La strada dell'approccio diretto con l'olio porta buoni frutti. A Genova un maestro d'eccezione: Marcello Scoccia

11 dicembre 2010 | C. S.

Marcello Scoccia

Non bisogna pensare che la capacità di individuare il profilo organolettico di un olio sia prerogativa solo di assaggiatori professionisti. Ognuno di noi può educarsi a captare i pregi ed i difetti di un olio e, con un po’ più di allenamento, le diversità di gusto correlate alle varie origini territoriali.

L’analisi organolettica, utilizzata per valutare gli alimenti, sfrutta la capacità degli organi sensoriali di reagire a stimoli di origine chimica, chimico-fisica e fisica. È una pratica che viene impiegata tutti i giorni inconsapevolmente quando portiamo un cibo o una bevanda alla bocca. Ci comunica se quanto stiamo gustando ci piace o meno.

Esercitando ed educando i nostri sensi possiamo affinare tale analisi fino a farne uno strumento in grado di farci riconoscere la qualità di un prodotto in termini di tipicità, espressione dei fattori umani e naturali caratteristici del territorio di appartenenza.

Sabato 4 dicembre la PrImOli, un'azienda leader nella nicchia di mercato degli oli a Denominazione di Origine Protetta, in occasione della manifestazione Pane al Pane, che si è svolta a Genova presso il Palazzo Ducale, ha organizzato un laboratorio di degustazione con l’intento di guidare i partecipanti in un viaggio polisensoriale all’origine della qualità degli oli extravergini tipici italiani. Il docente è stato Marcello Scoccia, capo panel dell’ Onaoo, la nota Organizzazione nazionale assaggiatori olio di oliva



Fonte: Daniela D'Arco

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