Gastronomia

Oli premium, quando la cooperazione punta all’alta qualità

Oli premium, quando la cooperazione punta all’alta qualità

Gli oli extravergini di oliva monovarietali come simbolo di attaccamento al territorio e all’eccellenza. Un’IGP Toscano come immagine di innovazione. La cooperativa Olma crede nel futuro del segmento di alta qualità

28 novembre 2025 | 17:00 | T N

C’è olio extravergine di oliva e extravergine di oliva.

Olma, cooperativa toscana con sede a Braccagni (GR), ha presentato una linea di oli monovarietali e un olio IGP Toscano (Contessa Tosca) ottenuto da un blend di oli monovarietali di Leccino, Frantoio e Moraiolo.

E’ un progetto che vuole posizionare la cooperativa nel segmento dell’alta qualità e non solo del mass market, ancorchè certificato IGP Toscano.

“Vogliamo dare un segnale a tutto il mondo produttivo: è finita l’epoca in cui il socio portava l’extravergine buono a casa e lasciava alla cooperativa la qualità più scadente – afferma Fabrizio Filippi, presidente di Olma – il posizionamento oggi è importante e i monovarietali esprimono un’identità che vogliamo porre al consumatore in termini di differenti gusti e sapori.”

Appunto, l’olio extravergine di oliva non è tutto uguale.

“L’olio extravergine di oliva monovarietale non è, però, a mio avviso l’identità della toscanità, espressa dal marchio IGP Toscano – ha continuato Filippi – che è un blend di diverse varietà che danno certi connotati organolettici all’olio. Tradizionalmente si fa con olivaggio, ovvero portando al frantoio le olive delle diverse cultivar presenti in campo, ma noi abbiamo voluto compiere un salto di qualità, facendo un blend dagli oli monovarietali ottenuti.”

Ma è tutto il percorso sviluppato dalla cooperativa Olma a essere innovativo, a partire dal campo.

Sono stati selezionati dai tecnici della cooperativa gli oliveti di soci con una nutrita presenza dei monovarietali: Maurino, Frantoio, Leccino, Moraiolo e Olivastra Seggianese, che esprimono diverse identità di gusto ma anche territoriali. Oltre al trittico Frantoio, Leccino, Moraiolo che sono le varietà più diffuse, la Maurino è espressione di una nuova olivicoltura che strizza l’occhio a oli molto profumati e piacioni, mentre l’Olivastra Seggianese è l’identità della montagna grossetana: il Monte Amiata.

Gli olivicoltori sono stati seguiti passo passo, dal controllo della mosca dell’olivo fino al periodo di maturazione ottimale. La raccolta è stata organizzata direttamente dalla cooperativa, che ha pagato ai soci le olive a prezzo di mercato. A questo punto una linea di frantoio è stata dedicata alla lavorazione delle olive monovarietali, per poter regolare al meglio e in maniera personalizzata i parametri di processo.

Ottenute le diverse partite, sono stati ottenuti blend che sono stati presentati a Castiglione della Pescaia (GR).

La sfida è tutta sulla qualità, come affermato dall’assessore toscano alle attività produttive e all’agricoltura, Leonardo Marras, che ha fatto il suo esordio alla presentazione della nuova linea premium di oli della cooperativa Olma: “il mondo della cooperazione deve porsi l’obiettivo di presidiare il mercato dell’alta gamma. L’esempio di Olma instrada la Toscana verso la giusta direzione.”

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