Gastronomia

Formaggi a latte crudo: pericoli di un'eccellenza del gusto

Formaggi a latte crudo: pericoli di un'eccellenza del gusto

Il consumo di formaggio a latte crudo, una delle espressioni più autentiche della produzione casearia, non è indicato per bambini, anziani, donne in gravidanza, immunodepressi.

29 agosto 2025 | 14:00 | T N

I formaggi a latte crudo rappresentano una delle espressioni più autentiche della produzione casearia, portatori di tradizioni e di maggiore tipicità e fonte di reddito contro lo spopolamento di zone svantaggiate come le valli alpine o le aree interne. Ma che cosa si intende per latte crudo? È il latte non pastorizzato, sottoposto quindi a diversi tipi di processi termici. Ottenuto quindi senza sottoporre il latte a pastorizzazione, il formaggio a latte crudo ne conserva intatte le caratteristiche nutrizionali e organolettiche, con un profilo aromatico complesso, legato al territorio e al tipo di alimentazione degli animali, molto apprezzato dagli intenditori. Eppure, i formaggi a latte crudo nascondono dei potenziali pericoli. Per non incorrere nei pericoli dati dal consumo di formaggi a latte crudo, rispetto a quelli da latte pastorizzato, bisogna essere consapevoli del rischio di contaminazione da STEC (Shiga toxin-producing Escherichia coli) ossia Escherichia coli produttore di Shiga tossine, un gruppo eterogeneo di ceppi batterici patogeni di E-coli vettore dei geni della tossina Shiga.

Che differenza c’è tra latte pastorizzato e latte crudo?

Il latte crudo non è stato riscaldato oltre i 40°C né ha subito alcun trattamento che abbia un effetto equivalente. Il latte pastorizzato invece ha subito un trattamento termico di pastorizzazione capace di inattivare i microrganismi patogeni (a 72°C per almeno 15 secondi o a 63°C per 30 minuti o una combinazione tempo/temperatura equivalente) e quindi con reazione negativa al test della fosfatasi alcalina. Esistono altre opzioni, la termizzazione (meno sicura) e la sterilizzazione (con perdita di nutrienti). La prima ha temperature inferiori alla pastorizzazione, non garantendo l’eliminazione dei batteri patogeni: il latte termizzato viene considerato non pastorizzato. Le temperature più elevate della seconda (almeno 135°C per non meno di un secondo o 120°C per 20 minuti) determinano invece una perdita consistente di vitamine quali l’acido folico e le vitamine B1 e B12. La pastorizzazione resta quindi la scelta ottimale per nutrienti e salute. Ciò spiega anche che significa formaggio pastorizzato o formaggio a pasta cruda.

Formaggi a latte crudo: pericoli

Come evidenziato dai recenti casi di cronaca, l’assenza di trattamenti termici comporta rischi per la salute, in particolare dei più fragili: la mancata pastorizzazione del latte lo rende potenzialmente contaminato da E-coli produttore di tossina Shiga, responsabile della sindrome emolitico-uremica che, quando non letale, può causare insufficienza renale cronica (e portare a dialisi e trapianto) in bambini, anziani, donne in gravidanza, immunodepressi. L’infezione si trasmette principalmente per via alimentare attraverso il consumo di alimenti contaminati (non solo latte/latticini crudi ma anche carni poco cotte, ortaggi, frutta…) e a seguito di un contatto diretto con ruminanti (i patogeni fanno parte del loro naturale microbiota) o con un ambiente contaminato come acque di balneazione o irrigazione e, infine, per trasmissione interumana attraverso la via oro-fecale (lavarsi sempre le mani). La sicurezza igienico-sanitaria dipende quindi dalla qualità del latte alla mungitura, dalla pulizia delle bovine e delle attrezzature, dalle condizioni di stagionatura e dalla professionalità dei casari. La principale fonte di contaminazione del formaggio a latte crudo è rappresentata dalle feci degli animali che possono insudiciare capezzoli e mammella, contaminando il latte durante la mungitura. La procedura messa a punto dal chimico francese Louis Pasteur nel 1862 e introdotta per legge in Italia nel 1929 è fondamentale poiché non è facile rilevare basse cariche di STEC e la loro emissione con le feci non è continua. Cuocere la cagliata o la filatura non è sufficiente e il latte crudo, se non gestito correttamente lungo tutta la filiera produttiva, può contenere diversi microrganismi patogeni oltre agli STEC: Listeria monocytogenes, Campylobacter, Salmonella, Brucella, Mycobacterium bovis, Staphylococcus aureus. E, per chi è curioso di conoscere che sapore ha il latte crudo, bisogna ricordare che anch’esso va consumato previa bollitura e sempre entro la data di scadenza.

Riconoscere un formaggio a latte crudo

Il rischio più alto è per i formaggi a pasta molle e erborinati, ad esempio quelli di malga e simili a Brie, Camembert o Gorgonzola. Non bisogna demonizzarli; basta fare attenzione e non darli a bimbi, donne incinte, immunodepressi, anziani. Inoltre esiste un formaggio a pasta cruda che non è pericoloso, ed è qualunque formaggio dalla lunga stagionatura. L’elevata acidità e la minore umidità causate da 12 mesi almeno a stagionare (quali, ad esempio, Grana Padano o Parmigiano Reggiano, che sono prodotti con il latte crudo) inibiscono la proliferazione dei patogeni rendendone sicuro il consumo, a differenza di quelli freschi o più ricchi di acqua invece da evitare.

In conclusione, i formaggi a latte crudo rappresentano un patrimonio gastronomico di grande valore: il loro consumo richiede massima attenzione all’origine del prodotto, alla tracciabilità e alle condizioni di conservazione per proteggere quelle categorie il cui sistema immunitario più debole per giovane età, gravidanza o malattie non riescirebbe a debellare quella che sarebbe una banale intossicazione alimentare e può invece essere grave per questi soggetti. Come sapere se un formaggio è a latte crudo? In Italia deve essere riportato in etichetta o, nel caso di vendita diretta, è obbligatorio apporre cartelli con dicitura chiara; soprattutto, chiedere sempre per sicurezza dei più fragili. Scegliere produttori affidabili e informarsi sempre sui metodi di lavorazione è fondamentale per apprezzarne i sapori in sicurezza, senza rinunciare alla ricchezza della tradizione casearia.

Potrebbero interessarti

Gastronomia

L'Altra Toscana del vino: in scena la quinta edizione

8 Consorzi, 12 Denominazioni, 238 etichette di 131 aziende. Il 18 febbraio a Firenze si fa squadra per raccontare un volto diverso ed estremamente variegato della regione

16 febbraio 2026 | 17:00

Gastronomia

Il primo appuntamento? Davanti a un caffè

L’indagine di AstraRicerche, per il Comitato Italiano del Caffè di Unionfood, conferma la nuova tendenza in fatto di dating: non una cena a lume di candela, ma bere un caffè insieme è il modo ideale per rompere il ghiaccio

14 febbraio 2026 | 16:00

Gastronomia

Il legame solido tra il cioccolato e l’amore

Un cioccolatino è per sempre. Un gesto concreto che da un rapporto di coppia evolve fino ai giorni nostri parlando una lingua universale. Questo il legame al centro del progetto “Due cuori, una città” della Città del Cioccolato: show cooking, promozioni, omaggi. Un’esperienza, dal 7 al 14 febbraio a Perugia, da condividere con chi si ama

08 febbraio 2026 | 15:00

Gastronomia

Milano e Cortina in una pizza: il racconto olimpico di Denis Lovatel

In occasione delle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026, Denis Lovatel firma “Giochi d’Inverno”, una pizza che racconta Milano e le Dolomiti attraverso tradizioni gastronomiche, simboli olimpici e ingredienti del territorio

07 febbraio 2026 | 15:00

Gastronomia

Le cucine più popolari sui social media nel 2026

La cucina italiana guida la classifica non solo perché si traduce bene sui social media, ma perché è profondamente incorporata nelle abitudini alimentari quotidiane in gran parte del mondo

07 febbraio 2026 | 09:00

Gastronomia

Aggiungi un legume a tavola: oltre 100 ristoratori e pizzaioli ambasciatori della biodiversità leguminosa

Dal 7 al 15 febbraio, le cuoche e i cuochi dell’Alleanza Slow Food in tutta Italia propongono piatti a base di legumi valorizzando varietà locali sempre più a rischio, nonostante siano un’importante fonte proteica e uno strumento di sviluppo sostenibile

05 febbraio 2026 | 17:00