Gastronomia
L'alimentazione sana e sostenibile passa da una buona educazione
Sessioni di educazione alimentare possono diminuire il consumo di pasti pronti da 2-4 volte a settimana a 1 volta a settimana, mentre il consumo di verdura e frutta può aumentare da 5-6 volte a settimana a una volta al giorno
20 gennaio 2025 | 13:00 | C. S.
Un solido corpo di evidenze scientifiche, frutto sia di studi prospettici a lungo termine su ampie popolazioni, che di studi di intervento sull’uomo, è concorde nell’ indicare quali scelte alimentari possano contribuire alla prevenzione delle principali malattie croniche che affliggono la popolazione italiana e globale. Allo stesso modo, grazie allo studio sull’impatto ambientale dei consumi alimentari, è stato ampiamente dimostrato, anche in occasione del primo convegno SINU Giovani nel 2024, che dei modelli alimentari costruiti per garantire la salute dell’uomo riescono anche a contenere l’impatto sull’ambiente.
Eppure, i dati evidenziano ancora un trend di aumento di malattie legate allo stile di vita, in cui la dieta ha un ruolo primario, come sindrome metabolica e obesità, particolarmente tra i più giovani. Si evidenzia, inoltre, un allontanamento dal modello mediterraneo tradizionale – che incarna le proprietà descritte finora – e l’inefficacia nella limitazione delle emissioni di gas serra legate alle attività umane, in particolare a quelle legate all’approvvigionamento alimentare. In sostanza, il passaggio “dalla teoria alla pratica” sembra incontrare ostacoli che impediscono il raggiungimento dell’unico risultato possibile per nutrire il futuro.
La Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU) ha, quindi, deciso di affrontare, oltre al tema della ricerca in ambito di fonti proteiche che soddisfino i requisiti di sostenibilità, quello dell’importanza cruciale dell’educazione alimentare, del counselling nutrizionale e della comunicazione della nutrizione, nell’ambito delle attività necessarie per l’implementazione dei modelli sani e sostenibili “in teoria” a disposizione di tutti.
Progettare interventi di educazione alimentare è un processo che richiede la considerazione di numerosi fattori che sono in grado di influenzarne il successo e l’efficacia. Per aumentare l’adesione ai programmi educativi e stimolare il miglioramento delle conoscenze alimentari, è fondamentale adottare metodologie innovative che vadano oltre le tradizionali lezioni frontali. Ad esempio, il visual feedback, i reminder e gli approcci di gamification rendono gli interventi di educazione alimentare più coinvolgenti e favoriscono il cambiamento comportamentale.
L’uso di app educative, progettate per il raggiungimento di obiettivi alimentari, fornisce anche dati incoraggianti: ad esempio, un recente studio ha dimostrato che può stimolare il 58,5% dei partecipanti ad impostare obiettivi più sani, il 57,6% ad aumentare la frequenza di consumo di alimenti salutari ed il 54,4% ad una maggior coerenza nel seguire una dieta sana.
Incorporare sessioni pratiche nei progetti di educazione alimentare si è dimostrato altrettanto efficace per rafforzare le competenze ed aumentare il coinvolgimento. Uno studio ha dimostrato come inserire le cooking classes abbia portato i partecipanti a migliorare la fiducia nelle loro abilità culinarie (seguire ricette, preparare nuovi piatti), oltre a influenzare positivamente i modelli di consumo alimentare. In particolare, il consumo di pasti pronti è sceso da 2-4 volte a settimana a 1 volta a settimana, mentre il consumo di verdura e frutta è aumentato da 5-6 volte a settimana a una volta al giorno.
Ultimo, ma non per ultimo, la pianificazione di follow-up regolari, spesso trascurata al termine di un programma di educazione alimentare, è di fondamentale importanza per garantire un monitoraggio a lungo termine, permettendo di attribuire i cambiamenti comportamentali agli interventi educativi e assicurandone il successo nel tempo. Un periodo di osservazione di almeno un anno si è rivelato cruciale per consolidare i risultati ottenuti e promuovere abitudini alimentari più sane e sostenibili.
La SINU, da sempre in prima linea per il supporto con dati scientifici aggiornati e per la messa a punto di strategie pratiche per l’adozione di modelli dietetici salutari e sostenibili, ha tenuto il secondo Convegno del suo Gruppo Giovani, dal titolo "Nutrire il futuro: dalla ricerca alla divulgazione", evento incentrato sulle sfide cruciali che la nostra società deve affrontare per garantire nutrimento per tutti in un futuro non troppo prossimo. Il comitato organizzatore e scientifico che ha lavorato all’evento è stato composto dai giovani SINU Donato Angelino, Università degli Studi di Teramo, Margherita Dall’Asta, Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, Monica Dinu, Università degli Studi di Firenze, Annalisa Giosuè, Università di Napoli “Federico II”, Alice Rosi, Università degli Studi di Parma e Daniela Martini, Università degli Studi di Milano.
Svoltosi con grande successo di pubblico, a dimostrazione del forte interesse su queste tematiche, presso il Centro Didattico Morgagni dell’Università degli Studi di Firenze, alla presenza della Presidente SINU Prof.ssa Anna Tagliabue, il convegno ha fornito spunti significativi e prospettive future, anticipando alcuni dei temi che saranno approfonditi anche in occasione del 45° Congresso Nazionale SINU, a Salerno dal 28 al 30 maggio 2025.
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