Gastronomia

Distinti Salumi: a Cagli si intrecciano storie di cucina, territori e comunità

Distinti Salumi: a Cagli si intrecciano storie di cucina, territori e comunità

Cene di anteprima, show cooking e Osteria dell’Alleanza Slow Food: tutte le occasioni per scoprire le Marche a tavola, dal 22 al 24 maggio  

30 aprile 2026 | 18:00 | C. S.

C’è un momento in cui il cibo smette di essere solo un piatto e torna a essere quello che è sempre stato: racconto, territorio, relazione, come avviene a Cagli per Distinti Salumi, dal 22 al 24 maggio 2026. L’evento della Città di Cagli è realizzato in collaborazione con Slow Food Italia e Slow Food Marche, con il patrocinio del Masaf, della Regione Marche e dell’Unione Montana del Catria e Nerone e la partecipazione di Confartigianato Imprese Ancona - Pesaro e Urbino e del Consorzio Olio DOP Cartoceto. 

Ricco il programma di appuntamenti a tavola, show cooking e degustazioni. Prima di entrare nel vivo della manifestazione sono previste tre cene di anteprima, l’8 e il 22 maggio. Mentre è nell’Osteria dell’Alleanza nei giorni clou dell’evento, il 23 e 24 maggio, che la cucina incontra chi la terra la lavora, la alleva, la trasforma ogni giorno. Perché senza osti, cuochi e artigiani la norcineria italiana resterebbe spesso senza voce. Qui, invece, la voce si moltiplica: nei piatti, nei gesti, nelle storie.

Le cene di anteprima – Aspettando Distinti Salumi

Si comincia l’8 maggio alle 20 con la cena a 6 mani presso La Ginestra Gola del Furlo di Acqualagna, guidata dallo chef di casa, Michele Renga, insieme a Davide Moioli de La Cantina Sociale di Cantiano e Massimo Ingegni di Ingrano – Mercatello sul Metauro. Segue poi l’appuntamento a Cagli con La Gioconda di Gabriele Giacomucci, il 22 maggio alle 20, e di nuovo quello presso La Ginestra Gola del Furlo, il 22 maggio alle 20.

I menù delle tre cene vedono protagonisti prodotti e ricette del territorio: particolari tipologie di pasta fresca, come gli strigoli di farina integrale e gli gnocchi di patate di Sompiano, cotture lente e tagli di carne pregiati, come la faraona al finocchietto selvatico e il filetto di suino della Marca, ma anche il carpaccio di manzetta Marchigiana, salumi prodotti direttamente dai ristoranti, insieme a erbe spontanee, funghi e verdure dell’orto primaverile. 

L’Osteria dell’Alleanza: la cucina della condivisione 

Un progetto collettivo, quotidiano, condiviso: è questa la filosofia al centro dell’Osteria dell’Alleanza, dove per due giorni cuoche e cuochi dell’Alleanza Slow Food delle Marche si alternano ai fornelli proponendo piatti della tradizione marchigiana ed elaborazioni più creative che mettono al centro la qualità e la sostenibilità della materia prima.

La squadra che anima l’osteria si racconta con esperienze diverse: c’è la cucina di memoria di Maria Elena Cicchi, Agriturismo Villa Cicchi, Abbazia di Rosara (AP), spesso legata al calendario delle festività e dei ricordi di famiglia, accanto a quella di Daniele Citeroni Maurizi, Osteria Ophis, Offida (AP), dove cultura marchigiana e sperimentazione convivono come elementi centrali. La manualità della sfoglia tirata al mattarello di Simonetta Capotondo (Sfoglina Simonetta) si affianca all’approccio curioso e attento di Davide Moioli, La Cantina Sociale di Cantiano (PU), costruito su una rete di produttori locali. Luca Zanchetti (Osteria Zanchetti), lavora sulla tradizione culinaria locale, tra ricette delle nonne e suggestioni dell’Italia futurista degli anni ’20, mentre Lorenzo Zappi, Quei Dó, Castelfidardo (AN), valorizza ricette dimenticate, materie prime più semplici e sapori autentici della cucina popolare. Si aggiungono le esperienze di Moreno Gabrielli, La Graticola, Fratte Rosa (PU), che cucina con le ceramiche di Fratte Rosa valorizzando prodotti e Presìdi del territorio; del cuoco a domicilio di Cantiano (PU) Matteo Furiosi e di Elisabetta Stella, CalaLapasta a Recanati (MC), tra pasta fatta a mano e una cucina spesso legata alla quotidianità.

L’osteria è aperta sabato 23 e domenica 24 maggio, il 23 maggio dalle 12 alle 15 e dalle 19 alle 22; il 24 maggio dalle 12 alle 15 e dalle 19 alle 21, e propone una formula semplice e accessibile: un menù completo a 25€ (22€ per i soci Slow Food) che comprende antipasto, primo o secondo, dolce, acqua e un calice di vino o birra, con possibilità di piatti singoli e menù bimbi dedicato.

La cucina segue una struttura essenziale ma varia nei dettagli: si parte da preparazioni legate ai Presìdi Slow Food come la cicerchia di Serra de’ Conti o le fave di Fratte Rosa, si prosegue con primi che reinterpretano la tradizione marchigiana, come il gratin del norcino con la pasta Di Martino, e si arriva a secondi che prevedono terrine alla marchigiana e preparazioni di stagione, con una selezione di proposte vegetariane. La chiusura è affidata a dolci che presentano ingredienti identitari come l’anice verde di Castignano, Presidio Slow Food e l’amarena di Cantiano.

A completare l’esperienza, il pane firmato da PAU – Panificatori Agricoli Urbani e l’olio del Consorzio Olio DOP Cartoceto.

Gli show cooking

All’interno dell’Osteria dell’Alleanza, le cuoche e i cuochi dell’Alleanza Slow Food si alternano in un programma di show cooking che trasforma ogni appuntamento in un momento di racconto dal vivo. 

Il programma si apre sabato 23 maggio alle 10 con La coratella, proposta da Maria Elena Cicchi e Luca Zanchetti, un piatto simbolo del Centro Italia riletto attraverso le diverse tradizioni delle Marche. Nel pomeriggio, alle 16, Moreno Gabrielli porta in scena La bandiera al coccio, una preparazione di verdure di stagione a lunga cottura legata alla tradizione delle terracotte di Fratte Rosa, affiancato da un artigiano che lavora dal vivo la ceramica. A seguire, alle 17, Simonetta Capotondo e Davide Moioli realizzano La pasta fresca alle erbe spontanee, una sfoglia ripiena che nasce dall’incontro tra manualità e passeggiate per i campi nei dintorni di Cagli.

Domenica 24 maggio si comincia alle 10.30 con l’hummus di cicerchia di Serra de’ Conti e capocollo, firmato da Matteo Furiosi, che mette in dialogo un legume Presidio Slow Food con la parte più sapida della tradizione norcina locale. Chiude alle 17 Un ultimo goloso saluto, a sorpresa, insieme a Lorenzo Zappi e Daniele Citeroni Maurizi, pensato come un ultimo momento di cucina condivisa, per celebrare i prodotti marchigiani e dare appuntamento alla prossima edizione. 

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