Economia

Il bio ha sempre più voglia di comunicare, dal web al telefonino

Un progetto, realizzato in collaborazione con il Politecnico di Milano, per divulgare brevi narrazioni e “frammenti” multimediali che possono essere ascoltati e visti su tutti i canali tecnologici

27 giugno 2009 | T N

L’eccellenza del patrimonio agroalimentare è uno dei punti di forza del nostro Paese, ma non sempre la qualità dei prodotti può essere percepita appieno dal consumatore.
Da questa consapevolezza è nato il progetto “Comunicare la qualità dei prodotti biologici: dal Web all’iPhone”, presentato al Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali durante il convegno “Nuovi percorsi per la valorizzazione della qualità della zootecnia biologica italiana”, organizzato dal Cra-Pcm, il Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura e il Centro di ricerca per la produzione delle carni e il miglioramento genetico.
All’incontro hanno partecipato, tra gli altri: Riccardo Deserti, coordinatore direzione Sviluppo agroalimentare, qualità e tutela del consumatore del Mipaaf; Teresa De Matthaeis, dirigente Saco X, del Mipaaf; Sergio Gigli del Cra-Pcm; Maurizio Arduin di Veneto agricoltura; Bruno Ronchi, dell’Università della Tuscia; Monica Guarino Amato del Cra-Pcm; Cesare Castellini dell’Università di Perugia; Paolo Paolini del Politecnico di Milano; Riccardo Aleandri del Cra.

“E’ un progetto molto articolato - ha affermato Deserti aprendo i lavori del convegno - che rivolge particolare attenzione alle tecnologie informatiche di ultima generazione, molto importanti nel settore biologico. Questo comparto, più di altri, ha infatti la necessità di riuscire a trasferire nei consumatori delle informazioni chiare ed accessibili, che facciano percepire l’alta qualità dei prodotti, aiutando così il consumatore a compiere scelte d’acquisto pienamente consapevoli.”

L’obiettivo infatti è offrire ai consumatori un’informazione scientificamente corretta e coinvolgente, riuscendo a raggiungerlo nel luogo e nelle circostanze da lui preferite: a casa, in auto, mentre cammina, nel punto d’acquisto, ecc.
Il progetto, realizzato in collaborazione con il Politecnico di Milano, si basa infatti su un innovativo “motore” che consente di realizzare delle narrazioni, “frammenti” multimediali brevi che possono essere ascoltati e/o visti, prodotti da un istituto di ricerca e disponibili su tutti i canali tecnologici.

“Per realizzare il progetto - ha spiegato Monica Guarino Amato - è stato individuato il settore avicolo, comparto con alcune difficoltà, soprattutto dal punto di vista della produzione. Attraverso la narrazione delle caratteristiche di qualità del prodotto (che possono riguardare la filiera produttiva, le specifiche condizioni di allevamento, le caratteristiche organolettiche, ecc.), non solo si riesce a far capire al consumatore l’eccellenza di questi prodotti ma anche a sostenere un settore in crisi.”
Sarà quindi il pollo biologico ad avere la prima etichetta multimediale, in grado di comunicare direttamente dagli scaffali dei supermercati le sue caratteristiche sul web.

“La grande novità del progetto - ha sottolineato Paolo Paolini - è la “multicanalità”: la narrazione può infatti essere fruita in vari luoghi (nel punto vendita, a casa, in macchina, in treno…) e attraverso vari canali (sito web, Cd-Rom, iPod, iPhone ma anche un normale telefono cellulare). “Altro aspetto da sottolineare - ha continuato Paolini - è che diversi soggetti possono contribuire a produrre contenuti e informazioni.”
Un’azienda produttrice, ad esempio, può produrre, a costi molto contenuti, la propria comunicazione, assemblando informazioni scientifiche generali con le proprie informazioni specifiche riguardanti razze, condizioni di allevamento, analisi specifiche, ecc.
“Una narrazione completa - ha spiegato infine Paolini - richiede per essere fruita 3-4 minuti, nella versione breve, oppure 20-25, nella versione lunga. C’è però anche la possibilità di ascoltare un singolo frammento, lungo meno di un minuto”.

Fonte: Mipaaf

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