Economia

Presto la Cina diventerà un importatore di vino importante quanto gli Usa

Annunciate per il 2011 il miliardo di bottiglie importate e stappate nel Regno di Mezzo. I consumatori cinesi si possono dividere in due categorie: i "middle-aged slurpers" e i "white collars connoisseurs"

22 novembre 2008 | Ernesto Vania

Nonostante la sua immaturità, il mercato del vino in Cina è già tra i primi al mondo e secondo le stime del China Council for the Promotion of International Trade – CCPIT nel 2011 saranno oltre un miliardo le bottiglie consumate.
"Oggi – ha detto Yu Chen, segretario generale del CCPIT – la Cina importa vino da 40 Paesi diversi e per la promozione dell’Italia Vinitaly è uno strumento efficace perché porta qui anche la cultura del vino e del food".

L’appeal delle produzioni agroalimentari italiane di qualità è alto in Cina, infatti, "nonostante nel 2007 l’Italia sia stata solo ventisettesima nella classifica dei fornitori di prodotti agroalimentari – ha spiegato Maurizio Forte, direttore dell’Ice di Shanghai -, se si considerano solo vino, olio, pasta e cioccolato il nostro Paese sale al terzo posto".

Per il momento Vinitaly China, che a Shanghai raccoglie il consenso delle istituzioni e delle imprese italiane impegnate nel tour di promozione nel grande Paese asiatico. si gode il successo del momento.
"Vinitaly è un sistema di promozione nel mondo – ha detto Camillo Cametti, consigliere di Veronafiere delegato alle attività internazionali – e dopo dieci anni in Cina vogliamo continuare ad essere il trampolino per conquistare un mercato che entro il 2020 può potenzialmente passare dagli attuali 10 milioni di consumatori di vino a 350 milioni".

"Dobbiamo credere nelle potenzialità di questo mercato – ha detto Andrea Sartori, presidente dell’Uiv, in Cina con Vinitaly per il progetto di promozione ‘The next quality experience’ finanziato dall’Ue e realizzato in collaborazione con Veronafiere – come abbiamo fatto 30 anni fa con gli Usa. Bisogna moltiplicare gli sforzi per farci conoscere e Vinitaly in questo svolge un ruolo importate".

Il bacino di maggiore interesse è quello dei giovani, che hanno un modo di spendere più simile a quello dei loro coetanei occidentali. Per i cinesi ricchi o comunque benestanti di età più avanzata, invece, l’acquisto di lusso rappresenta ancora principalmente un mezzo per dimostrare il proprio successo, piuttosto che la ricerca di nuove esperienze.
In particolare per il vino, i consumatori cinesi si possono dividere in due categorie: i "middle-aged slurpers" e i "white collars connoisseurs".I primi sono quelli che bevono alcolici nelle occasioni di lavoro o di festa, preferendo tra i vini quelli di produzione nazionale. I secondi sono giovani professionisti o impiegati con buona propensione a spendere, che scelgono vini importati perché più attenti alla qualità

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