Economia
Pane Toscano DOP: valore al consumo da 4,2 milioni per la filiera certificata
Celebre per l’antico metodo di panificazione senza sale e con impiego di lievito naturale a pasta acida è il Pane Toscano DOP. CSQA controlla 52 operatori che usano lievito madre certificato e farine selezionate
09 luglio 2025 | 13:00 | C. S.
L'Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e Repressione Frodi dei prodotti agroalimentari del Ministero dell’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste ha rinnovato l’autorizzazione, con Decreto Ministeriale, a CSQA ad effettuare i controlli per la Denominazione di Origine Protetta (DOP) Pane Toscano per i prossimi tre anni.
Il Pane Toscano DOP è un prodotto rappresentativo del ricco paniere dei prodotti tutelati della Toscana, una regione che - esclusivamente in ambito food - può vantare 32 prodotti DOP IGP per un valore economico pari a 192 milioni € generato dal lavoro di 11.505 operatori (Dati Rapporto Ismea-Qualivita 2024).

Celebre per l’antico metodo di panificazione senza sale e con impiego di lievito naturale a pasta acida, il Pane Toscano DOP, può contare oggi su una filiera da 900 tonnellate di produzione certificata e 52 operatori capaci di generare 2,6 milioni € di valore alla produzione, tradotti in 4,2 milioni € di valore al consumo.
Dal 2016 il Consorzio Tutela del Pane Toscano DOP, salvaguardia e valorizza questa eccellenza con progettualità che promuovono l’innovazione e la crescita sul territorio nazionale mantenendo intatte le caratteristiche qualitative del prodotto. Tra i progetti più rilevanti, la collaborazione con l’Università di Pisa (UNIPI) e il progetto “PANEDOPBIO” hanno portato allo sviluppo di soluzioni per prolungare la freschezza del Pane Toscano DOP e favorirne la diffusione oltre la Toscana. Elementi come il lievito madre certificato UNIPI – riservato ai soci produttori – farine selezionate e lunga lievitazione garantiscono la qualità e una superiore conservabilità. In quest’ottica, il Consorzio guarda al confezionamento in atmosfera modificata come obiettivo futuro per l’espansione nei mercati extra-regionali. Inoltre, una modifica al disciplinare, voluta dal Consorzio, ha introdotto formati più piccoli, preaffettati e confezionati in “bozza” e vaschetta e adatti alle richieste dei consumatori.
La riconferma di CSQA, organismo di certificazione leader in Italia nel settore delle Indicazioni Geografiche, nasce dalla volontà di proseguire un percorso di garanzia e fiducia. Come sottolinea Daniele Pardini, Direttore del Consorzio: “Siamo felici di rinnovare la collaborazione con CSQA, un organismo di controllo che si distingue per professionalità e costante disponibilità nel dialogo con i nostri associati”.
"Siamo orgogliosi della rinnovata fiducia in CSQA per il controllo del Pane Toscano DOP”, - dichiara Maria Chiara Ferrarese, Direttrice Generale CSQA – “simbolo autentico della tradizione e della qualità alimentare italiana. Questa conferma rafforza il nostro impegno quotidiano nel valorizzare le filiere certificate e nel sostenere un sistema agroalimentare che fa della trasparenza e della distintività territoriale i suoi punti di forza. Il risultato ottenuto dalla filiera del Pane Toscano DOP è un chiaro esempio di come la certificazione contribuisca a creare valore per produttori, consumatori e territori."
Il Pane Toscano DOP conferma il valore del portfolio di prodotti DOP IGP certificato da CSQA, che conta ad oggi 81 Indicazioni Geografiche: un dato che sottolinea la volontà di accompagnare sempre di più lo sviluppo delle filiere agroalimentari di qualità, simbolo del made in Italy e della vocazione dei territori.
Potrebbero interessarti
Economia
Gli italiani si fidano di olivicoltori e frantoiani: 40% degli acquisti di olio di oliva dal produttore
Nonostante la diffusione capillare dell’olio extravergine nelle case degli italiani, l’indagine mette in luce anche un paradosso: si tratta di un alimento amatissimo ma ancora poco conosciuto nei suoi aspetti più profondi
05 marzo 2026 | 12:00
Economia
Trend negativo del vino italiano negli USA, si guarda a Cina, Giappone, Corea del Sud, Regno Unito, Svizzera e Brasile
L’incertezza causata dall’introduzione dei dazi unita ad una contrazione dei consumi nel mercato statunitense, che nel 2025 hanno prodotto una flessione delle importazioni di vini dall’Italia, sta inducendo i nostri produttori a intensificare l’export verso altre destinazioni
04 marzo 2026 | 19:00
Economia
Il prezzo dell’olio di oliva al 4 marzo: sale l’extravergine italiano, crolla lo spagnolo
Il mondo dell’industria e imbottigliamento spagnolo ha bloccato gli acquisti e si è innescata una corsa al ribasso che ha fatto perde 25 centesimi di euro in due settimane all’extravergine spagnolo. Cresce la invece quotazione minima dell’extravergine italiano. Cali minimi per le Dop del nord, causa mancanza di oli di qualità
04 marzo 2026 | 18:45
Economia
Le conseguenze del ciclone Harry sui prezzi dell'ortofrutta italiana
Le piogge abbondanti e il forte maltempo, infatti, hanno danneggiato le colture di alcuni prodotti, facendo balzare i prezzi all’ingrosso. Chi cerca convenienza nel reparto verdure dovrebbe orientarsi verso i cavolfiori bianchi
02 marzo 2026 | 10:00
Economia
Boom dell’export di olio di oliva tunisino: +55,7% nei primi tre mesi della campagna 2025/2026
La categoria extra vergine continui a trainare le vendite estere: da sola rappresenta l’89,5% dei volumi esportati. Tra i singoli Paesi, la Spagna si mantiene primo acquirente con il 30,9% delle quantità esportate, seguita dall’Italia con il 18,9% e dagli Stati Uniti con il 16,8%
02 marzo 2026 | 09:00
Economia
Export e consumi interni di olio di oliva: il record spagnolo
I numeri delineano una campagna 2025/26 caratterizzata da una decisa ripresa degli scambi, una domanda interna più solida e livelli di stock più elevati. Export a 303.500 tonnellate, con una crescita vicina all’11%
01 marzo 2026 | 11:00