Economia
Si torna a bere più latte e yogurt
Incremento delle vendite per i prodotti lattiero-caseari, ma per consumo pro-capite siamo ancora a quote inferiori rispetto a statunitensi, francesi e tedeschi
28 giugno 2008 | T N
Latte, formaggi e yogurt in controtendenza. In uno scenario che vede un costante calo dei consumi alimentari, i prodotti lattiero-caseari registrano un aumento delle vendite che nel primo trimestre 2008, rispetto allâanalogo periodo del 2007, hanno segnato incrementi in valore del 6,7 per cento e in quantità del 3,5 per cento. Eâ quanto sottolinea la Cia-Confederazione italiana agricoltori in relazione ai dati Istat sulle vendite al dettaglio.
Il trend di crescita dei consumi di latte, formaggi e yogurt da parte delle famiglie italiane si era riscontrato già lo scorso anno, quando -afferma la Cia- lâintero settore aveva avuto un incremento in quantità dello 0,9 per cento e in valore del 3,4 per cento. In particolare, le vendite di latte fresco erano cresciute in quantità dello 0,5 per cento e in valore del 3,4 per cento, mentre quello a lunga conservazione (latte Uht) aveva messo a segno aumenti, rispettivamente, dellâ1 per cento e del 4,5 per cento.
Meno accentuata la crescita per i formaggi (più 0,1 e 2,6 per cento), con cali per quelli Dop. Sensibili, invece, gli incrementi per yogurt e dessert (più 3,8 per cento e più 5,7 per cento). In deciso calo, al contrario, gli acquisti di burro, che sono scesi in quantità del 3,6 per cento.
Il costante aumento dei consumi di latte e dei suoi derivati registrato negli ultimi due anni (2006 e 2007) -rileva la Cia- si contrappone al trend negativo che aveva caratterizzato gli anni che vanno dal 2000 al 2004, quando il volume degli acquisti domestici era diminuito ad un tasso di variazione medio annuo del meno 2,5 per cento. Una tendenza che si era confermata anche nel 2004 con un calo di quasi un punto percentuale nei confronti del 2003. Eâ stato, quindi, il 2005 cominciare a ribaltare il corso negativo dei consumi. In quellâanno non è tornato a crescere soltanto il latte fresco, ma anche yogurt e dessert (più 4,6), i formaggi (più 1,3 per cento), mentre per il latte a lunga conservazione (latte Uht) si era registrata una certa stabilità .
La Cia, tuttavia, sottolinea che gli italiani, con circa 58 litri pro-capite lâanno, non sono di certo grandi consumatori di latte, almeno nel confronto con i francesi e tedeschi (65 litri) e soprattutto con gli statunitensi (86 litri). La ripresa dei consumi, confermata anche dai dati del primo trimestre 2008, lascia, comunque, intravedere spiragli nuovi positivi, anche se il mercato lattiero-caseario continua a mostrare problemi e una persistente complessità .
In particolare, per quanto concerne la difficile trattativa per il prezzo alla stalla e gli ostacoli che oggi incontrano gli allevatori, costretti ad affrontare una crescita record dei costi produttivi (a cominciare dai mangimi e dai carburanti). Aumenti che hanno ridotto pesantemente la redditività delle aziende.
Fonte: Cia
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