Economia
Sostenibilità e salute, gli italiani cambiano il carrello della spesa alimentare
Torna a crescere l’attenzione degli italiani verso l’ambiente: l’85% dei consumatori si dichiara preoccupato per la sostenibilità e il 76% ha modificato le proprie scelte d’acquisto privilegiando prodotti percepiti come più salutari e sostenibili
19 settembre 2026 | 10:00 | C. S.
La sostenibilità torna a occupare un posto centrale nelle scelte dei consumatori italiani. Per la prima volta in tre anni, infatti, cresce la preoccupazione per l’ambiente: l’85% degli italiani si dichiara oggi preoccupato per la sostenibilità ambientale, contro l’81% rilevato lo scorso anno. Ma il dato più interessante per le imprese è che questa sensibilità non rimane confinata alle dichiarazioni: il 76% dei consumatori afferma di aver modificato il proprio carrello scegliendo prodotti considerati più salutari e sostenibili.
È quanto emerge dalla quarta edizione della Visionary CEO Guide to Sustainability 2026 di Bain & Company, indagine condotta su oltre 7.000 consumatori in cinque Paesi, tra cui l’Italia, con più di 1.500 intervistati italiani.
La Gen Z è la generazione più sensibile
L’attenzione alla sostenibilità attraversa tutte le generazioni, ma raggiunge il livello più elevato tra i giovani. La Gen Z registra infatti una quota di consumatori preoccupati per l’ambiente pari al 92%. La sensibilità rimane comunque molto alta anche tra i Boomer, dove raggiunge l’85%.
A spiegare questa crescente attenzione sono soprattutto gli effetti concreti del cambiamento ambientale. Per quasi la metà degli italiani gli eventi climatici estremi rappresentano la principale fonte di preoccupazione. Al secondo posto si colloca il peggioramento della qualità dell’aria, indicato dal 20% degli intervistati.
Quando la sostenibilità entra nel carrello
Il dato più significativo per il mercato alimentare è però il legame sempre più stretto tra sostenibilità e salute. Gli italiani non sembrano infatti considerare le due dimensioni come fenomeni separati: un prodotto viene percepito come più interessante quando alle caratteristiche ambientali associa un beneficio concreto per il benessere individuale.
Secondo l'indagine, il 76% degli italiani ha cambiato ciò che acquista a causa della preoccupazione per sostanze come PFAS, BPA e microplastiche. La percentuale è superiore di quattro punti alla media globale, ferma al 72%.
Per le aziende agroalimentari si tratta di un segnale importante. La sostenibilità, per essere realmente capace di orientare gli acquisti, deve sempre più tradursi in attributi percepibili dal consumatore: sicurezza, qualità, salubrità, trasparenza della filiera e riduzione dell'impatto ambientale.
La sostenibilità sembra quindi abbandonare il terreno della semplice comunicazione istituzionale per diventare un elemento concreto della proposta di valore. Nel settore alimentare, in particolare, la capacità di dimostrare contemporaneamente attenzione all'ambiente e benefici per la salute può rappresentare un fattore competitivo crescente.
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