Economia

Grana Padano, vendite in Italia in forte crescita: a luglio +11,9%

Grana Padano, vendite in Italia in forte crescita: a luglio +11,9%

Il Grana Padano accelera sul mercato italiano. La quota, insieme al Trentingrana, arriva al 48,6%. Nei primi sette mesi dell’anno l’incremento sale al 14,5%, mentre arretrano Parmigiano Reggiano e formaggi similari. Il Sud Italia si conferma l’area più dinamica

12 settembre 2026 | 10:00 | C. S.

Le vendite di Grana Padano nel mercato italiano continuano a correre e i dati di luglio confermano una dinamica particolarmente favorevole per la principale Dop casearia italiana. «In Italia le vendite al dettaglio di Grana Padano stanno andando a gonfie vele. Ce lo aspettavamo, ma constatarlo è sempre una gradita conferma», commenta Stefano Berni, direttore generale del Consorzio del Grana Padano, commentando i dati Circana relativi al mese di luglio 2026.

Nel retail italiano, a luglio, le vendite di Grana Padano sono aumentate dell’11,9%. Considerando anche il Trentingrana, la quota di mercato raggiunge il 48,6%. Una performance in controtendenza rispetto agli altri principali segmenti: nello stesso mese il Parmigiano Reggiano ha registrato una flessione del 12,9%, mentre i formaggi similari hanno perso il 7,7%.

La crescita si consolida nei primi sette mesi

Il dato appare ancora più significativo se si considera il periodo gennaio-luglio. Nei primi sette mesi del 2026 le vendite retail di Grana Padano in Italia sono cresciute complessivamente del 14,5%, portando la quota di mercato al 48,8%.

Nello stesso periodo il Parmigiano Reggiano ha invece accusato una contrazione del 15,3%, con una quota del 27%, mentre i formaggi similari hanno registrato una flessione più contenuta, pari al 2,5%, attestandosi al 24,2%.

Anche il canale cash & carry evidenzia una dinamica positiva per il Grana Padano. A luglio le vendite sono aumentate del 4,8%, mentre quelle dei similari sono rimaste sostanzialmente stabili e il Parmigiano Reggiano ha registrato una diminuzione dell’8%.

Particolarmente rilevante, nei primi sette mesi dell’anno, è la performance delle diverse referenze di Grana Padano nel cash & carry. Tra i dati più significativi spicca quello del grattugiato senza crosta, che raggiunge una quota del 35,6% nel retail e arriva all’87,2% nel canale cash & carry.

Il Sud Italia traina la domanda

La geografia dei consumi evidenzia inoltre un ruolo particolarmente importante del Mezzogiorno. A luglio il Sud Italia ha registrato una crescita delle vendite del 20,2%, risultando l'area con il maggiore incremento.

Il Mezzogiorno rappresenta inoltre il 34% delle vendite complessive di Grana Padano sul mercato italiano. Seguono il Nord Ovest, con il 27,8%, il Centro con il 23,2% e il Nord Est con il 15%.

Si tratta di una distribuzione che conferma il peso del consumo domestico nel mercato della Dop e che contribuisce a spiegare la particolare vivacità della domanda interna osservata nel corso del 2026.

Consumi italiani verso il sorpasso sull’estero

Se la tendenza osservata nei primi mesi dell’anno dovesse proseguire, il 2026 potrebbe riservare un risultato significativo per il Grana Padano: la quota dei consumi sul mercato italiano potrebbe tornare, seppure di poco, al di sopra di quella registrata sui mercati esteri.

L’export continua infatti a crescere, ma a un ritmo più contenuto. Nei primi cinque mesi dell’anno l’incremento delle vendite oltreconfine si è attestato sopra l’1,4%, un dato positivo ma nettamente inferiore alla crescita registrata in Italia.

Il quadro complessivo segnala quindi un rafforzamento della domanda interna proprio mentre il mercato internazionale continua a offrire prospettive positive, ma con una dinamica meno intensa.

La produzione dovrà seguire la domanda

La forte crescita dei consumi pone tuttavia una questione sul fronte dell’equilibrio tra domanda e produzione. Berni invita infatti a evitare che l’incremento produttivo possa anticipare eccessivamente le esigenze del mercato nei prossimi mesi.

«Vista la tendenza dei prossimi mesi, che depone per una crescita importante ma meno vistosa dei mesi scorsi», sottolinea il direttore generale, «è bene non ripetere nel periodo agosto, settembre e ottobre le esagerate produzioni di questi tre mesi del 2025».

L'obiettivo è evitare che un'offerta eccessiva possa vanificare gli effetti positivi dell'aumento dei consumi registrato nel mercato italiano. Dopo un 2026 caratterizzato da una domanda particolarmente vivace, il tema diventa quindi quello di mantenere un equilibrio tra produzione, disponibilità di prodotto e capacità di assorbimento del mercato.

Per il Grana Padano, i numeri dei primi sette mesi delineano comunque uno scenario favorevole: crescita a doppia cifra nel retail italiano, forte espansione nel Mezzogiorno e una quota di mercato che potrebbe riportare i consumi domestici davanti a quelli esteri. Una dinamica che rende ancora più importante, nei prossimi mesi, la gestione dell’offerta.

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