Economia

Coricelli, il gruppo dell’olio d'oliva che guarda al mondo: Spagna, Italia e USA

Coricelli, il gruppo dell’olio d'oliva che guarda al mondo: Spagna, Italia e USA

Pietro Coricelli ha chiuso il 2025 con 389 milioni di euro di ricavi e 78,7 milioni di litri venduti, mentre la holding spagnola Farmers Elite Global, che controlla anche il polo iberico di Aceites Abasa, ha registrato ricavi per circa 750 milioni di euro. Gli Usa sono il principale mercato estero

28 agosto 2026 | 12:00 | T N

La fotografia più aggiornata del gruppo Coricelli restituisce una realtà molto più ampia della sola Pietro Coricelli Spa di Spoleto. La struttura societaria si è progressivamente spostata verso la Spagna, dove ha sede a Siviglia Farmers Elite Global, la holding che rappresenta oggi la matrice del conglomerato familiare, presidente Lorenzo Coricelli, e dalla quale dipendono società operative in Italia, Spagna e Stati Uniti. La società è nata nel 2015 con la denominazione Aceites y Exportaciones del Sur ed è successivamente diventata Farmers Elite Global.

All'interno della struttura si distinguono soprattutto due poli. Da una parte c'è Pietro Coricelli, storico gruppo italiano fondato a Spoleto nel 1939 e oggi guidato da Chiara Coricelli. Dall'altra c'è il polo spagnolo costruito attorno ad Aceites Abasa, azienda di Baena, in provincia di Córdoba, attiva nella commercializzazione e nel confezionamento di oli di oliva e oli vegetali.

La struttura rende però necessario distinguere fra fatturato delle singole società e ricavi della holding o del perimetro consolidato: sommare meccanicamente i bilanci delle controllate produrrebbe infatti duplicazioni dovute alle operazioni infragruppo.

Pietro Coricelli: 389 milioni di euro e 78,7 milioni di litri

Pietro Coricelli Spa ha chiuso l'esercizio 2025 con 389 milioni di euro di fatturato, contro i 415 milioni del 2024, ma con una crescita molto marcata dei volumi.

Nel 2025 sono stati commercializzati 78,7 milioni di litri di olio, il 25,3% in più rispetto ai 62,8 milioni del 2024. La crescita dei volumi è quindi avvenuta in un contesto nel quale il valore medio dell'olio è stato condizionato dalla progressiva riduzione delle quotazioni delle materie prime.

Il dato assume particolare rilievo se confrontato con l'evoluzione di medio periodo: nel 2018 il fatturato di Pietro Coricelli era pari a 116 milioni di euro, contro i 389 milioni raggiunti nel 2025. In sette anni i ricavi sono quindi più che triplicati.

Sul mercato italiano l'azienda mantiene inoltre una posizione di primo piano nell'extravergine. Nel 2025 la quota a volume di Pietro Coricelli nel mercato EVO di ipermercati e supermercati è stata del 12,4%, secondo NielsenIQ.

L'export vale oltre 226 milioni

Il cambiamento più importante riguarda però la geografia delle vendite. Nel 2025 l'export ha rappresentato oltre il 58% del fatturato, per un valore superiore a 226 milioni di euro.

È un salto notevole rispetto al 2024, quando l'export pesava per il 36% delle vendite. In termini assoluti, dunque, l'internazionalizzazione è diventata il principale motore del gruppo italiano.

Il mercato più importante è quello statunitense. Gli Stati Uniti rappresentano oltre il 43% dell'export di Pietro Coricelli e generano un fatturato superiore a 98 milioni di euro. Si tratta, da solo, di circa un quarto del fatturato complessivo della società italiana.

Il peso americano è quindi molto superiore a quello di un normale mercato di sbocco. Gli Usa sono diventati il principale mercato internazionale per il gruppo e costituiscono uno degli elementi strategici alla base della sua espansione.

Già nel 2024 i principali mercati esteri indicati dalla società erano Stati Uniti, Messico, Giappone e Belgio, mentre tra i mercati sui quali venivano programmati ulteriori investimenti figuravano Canada, Regno Unito, Brasile e Russia.

La presenza americana: società locale e rete commerciale

La presenza negli Stati Uniti non si limita alle esportazioni effettuate direttamente dall'Italia. Nei database doganali statunitensi compare Pietro Coricelli North America Ltd, società con sede nel New Jersey, a Tenafly/Paramus, utilizzata come struttura commerciale e importatrice del gruppo.

I dati di commercio estero mostrano una lunga attività della società: sono disponibili oltre 1.900 bill of lading a partire dal 2013, con l'ultima spedizione registrata nell'ottobre 2022. I prodotti movimentati comprendono principalmente olio di oliva, olio di sansa e altri prodotti alimentari.

Questo punto è importante per leggere correttamente il dato dei 98 milioni di euro. Il fatturato americano comunicato da Pietro Coricelli è un dato di mercato, non necessariamente il fatturato civilistico della sola Pietro Coricelli North America Ltd. Non è quindi corretto attribuire automaticamente quei 98 milioni alla società statunitense.

I flussi doganali mostrano inoltre che il mercato americano viene alimentato sia direttamente dalla Pietro Coricelli Spa sia da Aceites Abasa. I dati più recenti evidenziano spedizioni di olio extravergine e altri oli verso importatori e distributori statunitensi, fra cui Alanric Food Distributors, Umbra Foods e altri operatori.

Aceites Abasa, il secondo motore internazionale

Sul fronte spagnolo la società di riferimento è Aceites Abasa, storica azienda di Baena. Il suo modello è fortemente orientato all'estero.

Nel 2023 Abasa aveva raggiunto 243 milioni di euro di fatturato, in crescita del 13% sull'anno precedente, con una presenza in oltre 45 Paesi. L'export rappresentava oltre l'80% delle vendite.

La composizione del business evidenziava inoltre una forte diversificazione. L'olio extravergine rappresentava il 67,3% dei prodotti commercializzati, mentre il portafoglio comprendeva anche olio di girasole, vinacciolo, avocado, cocco, riso e altri oli vegetali. Il 72% dei prodotti veniva commercializzato sfuso e il 28% confezionato, con un mix fra marchi propri e private label.

Ma la crescita è proseguita rapidamente. I dati societari disponibili indicano per il 2024 un incremento delle vendite dell'ordine dell'87%, mentre una fonte specializzata in sistemi informativi aziendali colloca a 404 milioni di euro il fatturato raggiunto da Abasa nel 2024.

Una seconda lettura del Registro Mercantile, riferita però al perimetro Aceites y Exportaciones del Sur/Farmers Elite Global, porta il fatturato 2024 vicino ai 480 milioni di euro. La differenza rispetto ai circa 404 milioni attribuiti alla singola Abasa dipende dal perimetro societario considerato: non sono quindi dati alternativi sullo stesso identico soggetto e non devono essere sommati.

Italia e Stati Uniti dominano le esportazioni di Abasa

La geografia delle vendite di Abasa è particolarmente interessante per comprendere la sovrapposizione fra il polo spagnolo e quello italiano.

Nel 2023 l'Italia rappresentava il 48,5% dell'export di Abasa, mentre gli Stati Uniti valevano il 23,7%. Seguivano Portogallo con il 10,9%, Canada con il 10,2% e Corea del Sud con l'1,5%.

Considerando che oltre l'80% delle vendite era destinato all'estero, Italia e Stati Uniti costituivano quindi insieme più del 70% dell'export della società.

Una dimensione internazionale che supera il singolo bilancio italiano

Il dato probabilmente più significativo emerge mettendo insieme le diverse fonti. Pietro Coricelli Spa vale oggi circa 389 milioni di euro di fatturato e 78,7 milioni di litri di olio, con oltre 226 milioni derivanti dall'export. Abasa ha superato i 400 milioni di euro di fatturato nel 2024, mentre la holding spagnola Farmers Elite Global viene indicata dalla stampa economica come un gruppo da circa 750 milioni di euro di ricavi nel 2025.

Quest'ultimo dato è particolarmente importante perché fotografa un perimetro più ampio rispetto alla sola Pietro Coricelli Spa. Al tempo stesso, non è corretto sommare i 389 milioni della società italiana ai 750 milioni della holding: il secondo dato incorpora infatti le società sottostanti e quindi, in larga parte, anche il business italiano.

La dimensione reale del conglomerato va dunque letta attraverso il bilancio consolidato e non attraverso la somma dei fatturati delle singole controllate.

Stati Uniti, il vero baricentro della crescita

Gli Stati Uniti sono il punto nel quale le due anime del gruppo si incontrano maggiormente. Per Pietro Coricelli il mercato americano vale oltre 98 milioni di euro, pari a più del 43% dell'export. Per Abasa rappresentava già nel 2023 il 23,7% delle esportazioni, secondo mercato dopo l'Italia.

Il dato ha una valenza strategica ancora maggiore alla luce della possibile acquisizione di Deoleo. Coricelli ha presentato un'offerta da 500 milioni di euro per il gruppo proprietario di marchi come Bertolli, Carbonell e Carapelli, utilizzando proprio Farmers Elite Global come veicolo dell'operazione. La proposta è oggi al centro della fase finale del processo di vendita.

Il paradosso è che Coricelli, pur avendo costruito una presenza significativa negli Usa, parte da una posizione molto meno concentrata rispetto ai principali concorrenti interessati a Deoleo. È anche per questo che la sua eventuale acquisizione viene considerata, sotto il profilo antitrust, diversa dalle offerte di operatori che possiedono già quote molto elevate del mercato statunitense.

Un gruppo sempre più spagnolo nella struttura, ma italiano nel marchio

La trasformazione di Coricelli è quindi soprattutto societaria e geografica. Il centro industriale storico resta Spoleto, dove viene prodotto e commercializzato il portafoglio italiano, ma la holding di vertice è oggi insediata in Spagna e controlla un sistema di società distribuite fra Italia, Spagna, Romania e Stati Uniti.

Il risultato è un gruppo nel quale l'Italia conserva il know-how, il marchio e una forte posizione nel mercato domestico; la Spagna rappresenta il secondo grande polo industriale e commerciale; gli Stati Uniti costituiscono il principale mercato internazionale; mentre la holding spagnola concentra il controllo societario.

La crescita dei volumi italiani, l'espansione di Abasa e soprattutto il peso crescente degli Usa spiegano perché Coricelli sia oggi passato dalla dimensione di grande azienda familiare italiana a quella di operatore internazionale dell'olio, con una piattaforma commerciale capace di competere su più mercati e, attraverso l'eventuale acquisizione di Deoleo, di puntare a un salto dimensionale ancora più significativo.

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